Il Ta... vecchio che avanza

Il Ta... vecchio che avanza

 

Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio ha fornito ieri la sua geniale soluzione alla perdurante crisi del calcio italiano. Sapete come il Tavecchio intende riportare la gente negli stadi, aumentare l’interesse del campionato e migliorare i risultati delle Nazionali sempre più piene di brocchi, spesso d’importazione? La panacea di tutti i mali sarebbe le riduzione delle squadre di Serie A da 20 a 18 che, a suo dire, “porterebbe un incremento del tasso tecnico del campionato, nuovo interesse e più pubblico, perché quando c'è lo spettacolo, la gente arriva”.

Facciamo finta di ignorare per un attimo gli stadi scomodi e privi di servizi, la concorrenza della televisione, le difficoltà di reperimento dei biglietti, gli orari sempre più astrusi (sembra strano, ma in Italia c’è ancora chi lavora). Ma davvero il signor Tavecchio ritiene che il problema risieda nel numero delle automobili che partecipano alla corsa e non piuttosto nel fatto che essa si disputa tra tre o quattro fuoriserie, un paio di berline e una pletora di utilitarie, alcune delle quali scalcagnate? Come fa il signor Tavecchio a non capire che un torneo in cui la squadra che ha vinto gli ultimi cinque titoli di seguito sottrae a suon di milioni il miglior giocatore alla seconda e alla terza non può per definizione essere avvincente ? Come può il signor Tavecchio ignorare che “lo spettacolo” che andrà in scena al Barbera tra qualche giorno vedrà opposte due squadre, di cui una vale sul mercato la metà del solo centravanti dell’altra?

E allora, signor Tavecchio, sia serio se ne è capace. Riconosca che questo calcio è fatto apposta per aumentare le differenze e non per colmarle. E non dia la colpa ai lettori se il libro giallo non interessa più a nessuno e resta sugli scaffali. Perché, a prescindere dal numero dei personaggi, tutti sanno che tanto va a finire che l’assassino è sempre il maggiordomo.