Il Palermo rinasce domenica. La parola d'ordine è una. Anzi due

Domenica alle 20.45, Corini condurrà il Palermo nel match cruciale di questo girone d'andata.

Il Palermo rinasce domenica. La parola d'ordine è una. Anzi due

Il Palermo guidato dal nuovo tecnico Corini si prepara alla difficile trasferta di Firenze.

Contro la Fiorentina, lo snodo cruciale di questo girone d’andata da incubo: De Zerbi ha retto, sconfitta dopo sconfitta, fino ad accumulare sette k.o., lasciando i rosa in ultima posizione a quattro punti dall’Empoli, quart’ultimo.

Appuntamento di estrema importanza, quello di domenica, perché dopo il cambio panchina, spuntare la casella dell’ottava sconfitta in altrettante partite potrebbe spingere i rosanero dentro un vortice negativo da cui sarebbe arduo uscire illesi.

 

Portare a casa anche un solo punto, invece, significherebbe tenere a vista il Pescara, che domenica ospiterà il Cagliari, provando ad allontanare, seppur di una lunghezza, il Crotone impegnato a San Siro.

Fare punti a Firenze, insomma, darebbe al Palermo la speranza persa per strada.

Speranza di non retrocedere certamente e rivalutazione dei propri mezzi, ora messi in discussione da tutti: dall’ex allenatore, dal presidente e dalla piazza.

 

Tutto l’ambiente rosanero, dai giocatori alla dirigenza alla tifoseria, ha bisogno di una scossa, qualcosa di diverso dalla sconfitta che sembra ormai diventata una pessima abitudine.

A questo scopo, Corini sta preparando il Palermo con un occhio di riguardo alla fase difensiva: la media di 2 gol subiti a partita non è accettabile e proietta i rosanero verso una certa retrocessione.

Il nuovo tecnico studia un inedito 4-4-1-1, con Vitiello e Andelkovic unici centrali disponibili e il probabile impiego di Pezzella sulla sinistra; la linea di centrocampo vedrà Aleesami e Hiljemark sugli esterni e Jajalo e Chochev al centro; Quaison farà il vice Diamanti (squalificato per il prossimo turno) alle spalle del solito Nestorovski.

 

La nuova stagione del Palermo avrà inizio domenica sera.

La parola d’ordine è una sola, anzi due: non perdere.