Il Palermo ha la sindrome del secondo tempo

17 dei 26 gol subiti dal Palermo sono stati incassati nel secondi tempi di gioco. Problema atletico o blocco psicologico?

Il Palermo ha la sindrome del secondo tempo

 

Al termine della sessione estiva di calciomercato, la difesa del Palermo sembrava l’unico reparto in grado di garantire una certa sicurezza alla squadra. È partito soltanto Lazaar, reduce da un campionato per nulla brillante; sono rimasti Rispoli, Goldaniga e Gonzalez, difensori di categoria rimasti illesi, se non rinforzati, dalla volata finale che la scorsa stagione ha visto il Palermo salvarsi all’ultima giornata.

La piazza rosanero lamentava altri problemi, ben più visibili, come la carenza di attaccanti da affiancare a Nestorovski, unico centravanti in rosa e oggetto di ampio scetticismo prima che rivelasse il suo grande potenziale.

 

Ma nel calcio, si sa, non c’è previsione che si possa dire esatta a priori. E infatti, tra le tante difficoltà che questa prima parte di stagione ha evidenziato, spicca sulle altre la fragilità del reparto difensivo. Quella rosanero è la seconda peggior difesa della Serie A, ex aequo col neopromosso Crotone: 26 gol subiti in 13 partite (2 gol ogni 90’).

Ma se questo dato è già preoccupante, è bene prestare attenzione ad un’altra statistica: dei 26 gol subiti dal Palermo, 17 sono stati incassati nei secondi tempi. Due terzi dei gol presi dal Palermo sono arrivati nei secondi 45 minuti di gioco.

 

Che sia un problema atletico, di forma fisica? Il calcio di De Zerbi prevede un alto dispendio di energie fisiche e mentali, a partire dal portiere, sempre impegnato nella costruzione bassa, passando dai difensori e dai centrocampisti, ai quali è richiesto un pressing organizzato e costante. Avere il controllo del campo e della palla, come richiede il tecnico bresciano, comporta applicazione massima per tutta la partita e, giocando con un baricentro molto alto, non sono ammesse distrazioni.

De Zerbi dovrebbe chiedersi e chiedere ai giocatori come sia possibile prendere gol con la difesa schierata, come contro il Bologna, per ben due volte.

Delle due, l’una: se il problema non è fisico, è psicologico. In entrambi i casi, si tratta di difficoltà superabili con un lavoro di qualità, che sia mirato a rinforzare le gambe e, soprattutto, la mente.

Perché subire due gol ogni 90 minuti non può che proeittare il Palermo verso un destino senza variabili: retrocessione certa.