Il Palermo e i vecchi difetti. Adesso i rinforzi, o sarà Serie B

La sconfitta ad Empoli riporta i toscani a +7 sul Palermo. Adesso per gli uomini di Corini la salvezza è un'impresa.

Il Palermo e i vecchi difetti. Adesso i rinforzi, o sarà Serie B

Era la partita della speranza: non perdere per credere ancora nella salvezza.

Empoli-Palermo è una finale, la partita più importante di quest’ultima giornata d’andata, crocevia della stagione del Palermo e delle altre due del fanalino di coda.

Corini lascia in panca Aleesami, impiegando il più difensivo Morganella sull’esterno sinistro. Davanti conferma per Quaison a sostegno di Nestorovski.

 

Condizionato dalle buone prestazioni delle retroguardie, un primo tempo poco brillante si esaurisce sul punteggio di 0-0. Un solo tiro in porta, dei toscani, e poco altro.

Stesso copione nella prima parte del secondo tempo: partita condotta a ritmi lentissimi, lotta serrata a metà campo e nessuna occasione da rete. A spezzare il precario equilibrio ci pensa Paolo Valeri, che al 76’ fischia un dubbio calcio di rigore per fallo di Thiago Cionek su Maccarone, che poi trasforma il penalty.

 

Vecchi difetti, quelli del Palermo. Una manovra che non trova mai uno sviluppo offensivo, che manca del tutto del fraseggio che Corini richiede ai centrocampisti e che, anche quando si arriva nell’area avversaria, non gode mai della lucidità necessaria per andare in rete.

 

Si complica ulteriormente, dunque, il percorso dei rosanero, ancora una volta battuti sul finale di gara.

A poco serve il cuore messo in campo negli ultimi minuti, quando l’ingresso di Balogh e Diamanti alza il baricentro della squadra.

Un’altra sconfitta, la tredicesima su 19 partite: in pochi hanno fatto di peggio.

E mentre l’Empoli vola a +7, mettendo una serie ipoteca sul quart’ultimo posto, a Corini non resta che il duro lavoro e le speranze riposte nel calciomercato di riparazione.