Il no all'affare stadio è come un addio

La marcia indietro di Zamparni non lascia spazio ad altre manovre: il presidente cerca la via d'uscita.

Il no all'affare stadio è come un addio

Il nuovo stadio a Palermo? Un'ennesima illusione. Dopo le sollecitazioni di Orlando e il ping-pong con l'amministrazione comunale, il patron rosanero ha chiuso la porta ad ogni ipotesi. Da mesi oramai erano crollate le speranze. Ora il presidente ha "ufficializzato": non se ne farà nulla. Ed è stato proprio Zamparini a decidere di abbandonare in modo netto e inequivocabile quell'idea che aveva avviato con grande entusiasmo, prospettando ricchezza, e conseguente crescita per il club, e anche posti di lavoro in città.
Poi l'improvviso e progressivo disinteresse, che ha segnato anche l'inizio dell'allontanamento di Zamparini da Palermo. Un'uscita di scena, dopo anni di rassicurazioni, che dà anche la sensazione di come Zamparini immagini il suo futuro lontano da Palermo. Un allontanamento che dovrebbe concludersi con la cessione a fine stagione del club rosanero. Il problema è capire se qualcuno rileverà la società. Soprattutto, chi?
A questo punto, destinato ad andar via senza aver costruito né il centro sportivo, dopo la rottura con il Comune di Carini, né lo stadio, a Zamparini non rimane che la consapevolezza che ci sono cose che si possono distruggere e altre che non possono nemneno essere costruite.