Il Gallo, un beniamino in seconda fila
Andrea Belotti si prepara a salutare Palermo e abbracciare il Torino. Per lui in rosanero tanto affetto ma poco spazio.
Andrea Belotti si prepara a salutare Palermo e abbracciare il Torino. Lo allenerà Ventura, che ha trasformato Darmiam da “quello lì, preso dal Milan” in “Mister 20 milioni, terzino titolare del Manchester United e della Nazionale”. L’avventura di Belotti a Palermo cominciò alle spalle di Hernandez, Lafferty e Dybala. In Serie B, i quattro formavano un attacco sulla carta devastante. I numeri del campionato lo confermarono. Belotti giocò molti spezzoni di gara: 1.235 minuti (10 reti). Era protagonista e beniamino dei tifosi.
Nell'ultima stagione, la prima in A, s'è giocato il posto con Dybala e Vazquez. Il modulo era il 3-5-2: i due argentini danzavano in campo, si cercavano e si trovavano. Paulo era più adatto al sistema di gioco e più a suo agio con Vazquez. Insomma, più tutto. Belotti mostrò qualche problema di intesa col trequartista e incise meno di quanto avrebbe voluto (sei gol in 1.364 minuti). Di Biagio l'ha comunque convocato per l'Europeo under 21.
Poi il fulmine a ciel sereno: accordo trovato tra rosanero e granata per il trasferimento di Belotti. Lo stupore deriva dalla tempistica della trattativa. Un’estate trascorsa a coccolare Belotti, assemblargli addosso l’armatura da paladino del Palermo, per poi cederlo pochi milioni in più rispetto a quanto è stato pagato. La cessione di Belotti rischia di trasformarsi nell’unico «bug» di un calciomercato inattaccabile, fino a questo momento, da qualsiasi virus della diffidenza e della negatività.
Redazione