Il Gallo cantò tre volte...
Belotti segna una tripletta e porta via il pallone. Esultanza moderata contro la sua ex squadra
Segna a raffica Andrea Belotti, attuale capocannoniere del campionato italiano con 22 gol. Lo fa contro il Palermo, per ben tre volte e non disdegna esultanza. Fa male vederlo gioire dopo aver annientato la sua ex squadra, ma ci può stare.
Questa storia ci ricorda il Vangelo. Gesù disse a Pietro: prima che il Gallo canti mi rinnegherai tre volte. Nel nostro caso, le parti sono un po' invertite: infatti il Gallo cantò tre volte dopo essere stato rinnegato.
"Belotti? Meglio Djurdjevic" - disse Zamparini dopo averlo ceduto. Un presidente che in molti definiscono un esperto di calcio, ma che in quella occasione, e in molte altre, non è stato di certo un buon profeta.
Come nel caso di Posavec, che qualche mese fa il dimissionario presidente del Palermo, in una delle tante interviste rilasciate, mise al primo posto in una sua classifica ideale dei giocatori passati dal club di viale del fante dal 2002 ad ora.
Chissà se ancora oggi, alla luce del solito errore pacchiano del croato, Zamparini creda ancora a questa sua strana teoria.
Ma torniamo al Gallo, che dopo aver fatto gol al Palermo esulta. Non tutti ci hanno fatto caso, ma non è stata la sua solita manifestazione di gioia: Belotti, infatti, questa volta non ha mostrato la cresta.
Una forma di rispetto, verso una città in cui ha passato due anni bellissimi, in cui ha trovato tanti amici, tra cui l'amore della sua vita, la palermitana Giorgia Duro, la cui foto era oggi stampata sulla sua fascia di capitano.
Un'esultanza misurata, ma che nessuno gli può negare, che anche se fosse stata sfrenata ed esagerata, avrebbe meritato lo stesso applausi e tanto di cappello. E non offese o "urla di tradimento".
Semmai chi deve fare mea culpa sono i "polli" che se lo sono lasciati scappare, a cuor leggero, cedendolo al primo offerente disponibile, pur di fare plusvalenze; perché, scomodando di nuovo il Vangelo, il denaro serve ma la cupidigia uccide.
Redazione