Il coraggio di Mancini: quest'Italia convince

Il coraggio di Mancini: quest'Italia convince

 

Vista la portata degli avversari considerare la buona partenza degli azzurri nelle qualificazioni europee come dimostrativa di qualcosa sarebbe abbastanza avventato. Ciò comunque non toglie che anche da due sfide di questo tipo si possano ricavare delle indicazioni, in questo caso più che confortanti.

 

La prima Italia "ufficiale" (la Nations League è ancora troppo fresca per dare, agli occhi di chi segue, la percezione del grande evento) è un'Italia che convince, sopratutto dal punto di vista dell'approccio alla gara e dell'applicazione messa in campo. La modesta Finlandia e il tenero Lichtenstein sulla carta non rappresentavano certo degli ostacoli, ma a differenza del passato recente, nel quale contro squadre di questo lignaggio gli azzurri hanno spesso sofferto più del dovuto, si è vista una nazionale spigliata che, in controtendenza alla sua tradizione, non si è mai accontentata di fare solamente guardia o gestire il vantaggio.

 

Questo doppio giro ci racconta dunque di un'Italia propositiva, che dà la possibilità ai giovani talenti (già pronti o embrionali che siano) di emergere e che al tempo concede spazio a chi lo merita, senza pregiudiziali. Lo dimostra il fatto che nel giro di cinque giorni siano arrivati rispettivamente (e quasi contestualmente) il primo gol di un millenial in azzurro e il nuovo primato di marcatore più anziano nella storia della nazionale. Kean e Quagliarella sono le effigie perfette dei due volti della medaglia dell'Ital-Mancio.

 

Da quando è diventato c.t. della nazionale il tecnico di Jesi (a dispetto di un passato nei club che lo ha visto come assemblatore di gruppi talentuosi, con risultati buoni ma altalenanti) sta costruendo la squadra partendo dal gioco, dimostrando di avere idee interessanti e soprattutto il coraggio di staccarsi dai tanto cari e tradizionali stilemi calcistici italani, sui quali ci eravamo contorti non solo tecnicamente parlando. Le prossime partite contro Grecia e Bosnia (il primo stress test di livello in questo nuovo corso) ci diranno sicuramente parecchio sulla consistenza di un progetto che già adesso merita comunque un po' di sincero apprezzamento.