Il colpo Grosso e la pennellata rosa

Ottobre 2004, all'Olimpico per la prima volta dopo la promozione. Quasi 10mila fans con la matricola terribile.

Il colpo Grosso e la pennellata rosa

L’intero settore ospiti occupato. Una pennellata rosanero che nel 2011 esploderà come un Big Bang e si prenderà tutto l’Olimpico: il terzo esodo di un popolo alla ricerca della Coppa promessa. Il 24 ottobre 2004, alla settima giornata, il Palermo di Guidolin non è alla “prova del 9”: da due mesi nella massima serie, ha già superato esami prestigiosi su altrettanti palcoscenici. Il “Delle Alpi” e la “Scala” del calcio non hanno fatto tremare le gambe e all’Olimpico si ha la conferma che presto saranno le grandi a tremare di fronte ai rosanero: collaudati, quadrati, pronti per giocarsela contro tutte, grandi e piccole, in casa e in trasferta.
Guidolin segue la gara accovacciato, come pronto a partire per uno scatto vincente, come lo spirito che infonde ad una squadra che ha già spiccato il salto verso l’alto. La punizione di Fabio Grosso al 32’ è una fucilata che fa saltare la marea rosa: sembra stia per tracimare da un momento all’altro per fagocitare pure la gradinata. Colpirà ancora Grosso, ma non sarà un’altra detonazione, bensì un contatto con il carrello di atterraggio dell’aeroplanino Montella, al 57’: rigore e trasformazione del “Pupone”, rinfrancato dopo aver visto finire in carambola tra due pali una delle sue punizioni. Grosso e Totti, due romani, due futuri campioni del mondo, sanciscono l’1–1 finale.
Per il terzino sinistro del Palermo è la rete più importante della carriera: così pensa e così pensiamo tutti quel giorno.

Ci sbagliavamo di Grosso.

 

L'autore cura la pagina Facebook "US Città di Palermo History"