Iachini e Zamparini ai ferri corti? Una lite tra il tecnico e il presidente rischia di rompere il giocattolo

Vi avevamo parlato nei giorni scorsi di un malcontento da parte di mister Iachini per il mancato acquisto, da parte della società, di un attaccante e di un esterno. Trapelano ulteriori indiscrezioni: ci sarebbe stata una lite telefonica furibonda tra mister Iachini e il presidente Maurizio Zamparini. Il tecnico non ha gradito la "presa in giro", le promesse ricevute e poi non mantenute. Il mister non è tranquillo, si temono le sue dimissioni; la piazza, invece, al momento sembra calma: sei punti e il primato in classifica fanno sì che i tifosi stiano buoni, ma è chiaro che se venisse meno l'apporto del tecnico Piceno, che ha fatto le fortune del Palermo, di Zamparini e dei ragazzi che dalle sue mani sono passati (su tutti Vazquez), i sostenitori rosa si sveglierebbero dal loro torpore e tornerebbe il malcontento. Un altro progetto, l'ennesimo, andrebbe a farsi benedire. Si fanno già dei nomi di possibili sostituti alla guida del Palermo, ma noi, perdonateci, non vogliamo farne. Se Iachini andasse via sarebbe il fallimento più grande, un harakiri imperdonabile, un'eventualità che va esclusa a priori. Ma se da un lato c'è il buonsenso, dall'altro c'è Zamparini, un presidente abituato a radere al suolo tutto quello che gli passa davanti quando inizia una "guerra" personale con qualcuno. Quindi, tutto può accadere. Peccato, perché ancora una volta si resta impantanati, quando sembrava che "il bello fosse appena cominciato". Oggi, con una squadra la cui forza più grande è probabilmente il gruppo, si accende la miccia di una bomba pronta ad esplodere che rischia di disintegrare la serenità dell'ambiente, dentro e fuori lo spogliatoio. Paura di volare, ma anche e soprattutto paura di spendere. E questa volta i bilanci non c'entrano. Il saldo è nettamente positivo, 31 milioni la differenza tra ciò che si è incassato e ciò che si è speso. La squadra andava completata con due innesti. Iachini non pretendeva la luna, ma due ricambi, uno in attacco e uno sulla fascia destra. Perché la stagione è lunga. Due vittorie e il primato sono bastati al presidente per affermare che la squadra è forte così e che il mercato per il Palermo andava chiuso. Gerolin ha dovuto comunicare al tecnico ascolano, immaginiamo con non poco imbarazzo, che i due uomini richiesti non sarebbero arrivati e che Zamparini aveva deciso di stringere i lacci della borsa. Un'altra beffa per il mister, dopo l'affrettata cessione di Belotti che lo aveva lasciato senza attaccanti, alla vigilia dell'inizio del campionato; un altro boccone amaro, per un uomo abituato a lavorare e a tirare fuori il meglio da ciò che gli passa il convento e a prendersi le sue responsabilità quando qualcosa non va per il verso giusto. Ma questa volta è diverso: lui chiedeva a gran voce due pedine, evidentemente fondamentali per dormire sonni tranquilli. Gli è stato detto sì, ma poi si è fatto tutt'altro. Nessuno adesso potrà rimproverargli nulla. Un filo sottile pronto a spezzarsi, che può rinsaldarsi probabilmente solo a gennaio, con la riapertura del calciomercato. Ci sarà il tempo?

Michele Sardo