Quello che è appena iniziato è il terzo anno di Beppe Iachini alla guida del Palermo. Un record per gli allenatori nell'era Zamparini. In un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l'allenatore del Palermo ha evidenziato il rapporto che lo lega al suo presidente: "Col presidente c’è un rapporto schietto: è giusto che venga informato delle vicende della squadra, così come è giusto che sia io a valutare le condizioni di chi va in campo. L’anno scorso dopo il 3-0 di Empoli mi sono sentito vicino all'esonero. Ma è stato bravo il presidente a portare la squadra in ritiro vicino casa sua. In alcune esperienze in A, le cose non sono andate bene, ma nel calcio capita a tutti. Per un allenatore, la gavetta è importante. Oggi non sono quello che ero 10 anni fa, mi sento pronto per qualsiasi tipo di avventura".
Iachini parla degli obiettivi per la prossima stagione. In primis la salvezza: "Ci siamo ringiovaniti e non sappiamo chi saremo se non alla fine del mercato. Il primo obiettivo resta la salvezza, ma togliersi soddisfazioni è bello".
L'allenatore del Palermo non vuole appesantire di responsabilità il giovane talento brasiliano Cassini paragonandolo all'argentino Dybala: "Cassini? Se lo abbiamo preso, è perché ha qualità particolari. Ma a differenza di Dybala non ha ancora giocato in prima squadra. Cresca con tranquillità. Parlare di sostituto di Paulo mi sembra eccessivo. Sarebbe troppo pesante l’eredità per chiunque. Quando arriveranno i nuovi, li faremo inserire. Quindi tiene a bada le voci di mercato riguardanti la sua squadra: "Araujo e Defrel sono ottimi giocatori, ma dovranno arrivare con la mentalità giusta, come tutti".
Due i punti fermi per il Palermo di Iachini, Belotti e Vazquez: "Belotti è incedibile, un punto fermo per questa stagione, penso che non ci saranno sorprese. Vazquez è già passato dall’essere fuori rosa alla Nazionale. Ora dovrà confermarsi come leader, perché c’è il Palermo e c’è l’Europeo". Infine, un giudizio sul mercato delle grandi di serie A: "La Juventus, ad oggi, resta la squadra da battere, perché si è rinnovata mantenendo grande competitività. Le altre big si stanno rinforzando tutte. Ma la Roma, stavolta, può davvero lottare per lo scudetto".
Sabino Bisso