Guido Monastra: "Zamparini ha rotto il giocattolo. Vedo la stessa confusione dell'anno della retrocessione"
Guido Monastra: "Zamparini ha rotto il giocattolo. Vedo la stessa confusione dell'anno della retrocessione"
Ospite della trasmissione Rotocalcio, Guido Monastra ha parlato del momento del Palermo, della sconfitta di Genova e degli altri temi principali di questa prima parte della stagione rosanero
La sua voce è legata indissolubilmente ai colori rosanero e ha scandito e raccontato vittorie e sconfitte del Palermo, emozionando migliaia di tifosi e appassionati di calcio che restavano ad ascoltare per novanta minuti in trepidante attesa e con il cuore in tumulto. Stiamo parlando di Guido Monastra, direttore di Sì24 e ospite dell'ultima puntata del 2015 di Rotocalcio.
Involuzione del Palermo e confronto Iachini-Ballardini: "E' presto per redigere statistiche e confrontare il lavoro dei due allenatori, bisognerebbe dare altre quattro, cinque partite a Ballardini. L'involuzione della squadra, però, è sotto gli occhi di tutti ed è frutto di una campagna acquisti assolutamente sbagliata. Più che di una sessione di mercato, potremmo parlare di una campagna cessioni, visto che abbiamo dovuto rinunciare a Dybala e agli altri pezzi migliori. Sono stati commessi gli stessi errori dell'anno della retrocessione: confusione tecnica, mancanza di responsabilità e una squadra spaccata. Sono fortemente critico, perché credo che Iachini fosse l'unico in grado di poter salvare il Palermo. Mancando quest'ultimo, i rosanero hanno cambiato modo di giocare e mentalità. I giocatori non mi sembrano più propositivi, ma più deboli. Parlerei, invece, di un atteggiamento remissivo, visto che si ha sempre l'impressione che la squadra prima o poi prenda gol e faccia tanta fatica a farne. La nostra fortuna è che Verona e Carpi sono ancora molto lontane e che l'unica partita che abbiamo indovinato è stata quella con il Frosinone, che ci ha permesso di incrementare il vantaggio sui ciociari. Detto ciò, bisogna anche dire per correttezza che, nel formulare statistiche e confrontare i due allenatori, si dovrebbe considerare che la media più alta di Iachini è anche frutto delle due vittorie ad inizio stagione che, francamente, sembrano essere state dettate dal caso".
Sulla scelta di esonerare Iachini e sulle carenze strutturali del Palermo: "Il tecnico non andava esonerato, a prescindere dal valore del nuovo allenatore. Quest'ultimo arriva su un tram in corsa ed è difficile dare un gioco alla squadra se, in mezzo al campo, ti devi affidare a Brugman, Chochev o Jajalo. Passando dalla zona mediana all'attacco, lo stesso Novara tiene Evacuo in panchina e il calciatore, molto probabilmente, giocherebbe titolare nel Palermo. Ripeto, Iachini non andava esonerato perché reduce da due anni strepitosi e perché sapeva come tirare fuori il massimo da questo gruppo. L'ex tecnico non è indenne da responsabilità, però ha dimostrato di essere un buon maestro. Ha plasmato Dybala e lo stesso Vazquez e ha trascurato il solo Goldaniga, su cui ancora dobbiamo ricevere delle conferme. Il rapporto con il Presidente si è incrinato quando, dopo due vittorie, l'allenatore di Ascoli Piceno ha comunque capito e fatto notare i limiti di questa compagine".
Dichiarazioni di Zamparini e operato dell'arbitro: "Quali scandali abbiamo visto? C'è stato un intervento su Gilardino in area di rigore. In diretta, non mi era sembrato fallo e, riguardando il replay, nutro ancora dei dubbi a tal proposito. Zamparini ha anche detto che l'arbitro è vicino di casa di Ballardini, ma non trovo nulla di scandaloso. Voglio continuare a fare un parallelismo con tre anni fa, l'unica stagione fallimentare dell'era Zamparini. Ritrovo la stessa confusione tecnica e societaria. Ora abbiamo Fiorentina, Verona e Genoa e, se dovessimo guadagnare un solo punto nel corso di queste tre partite, ci ritroveremmo nuovamente risucchiati in zona retrocessione".
Le esclusioni di Maresca e Rigoni: "Dall'esterno mi sembra una scelta inopportuna, Zamparini ha rotto il giocattolo. Il Presidente mi sembra sempre più distante da Palermo e meno giovanile nei suoi slanci. Dieci anni fa ha comprato il Palermo, ma aveva un futuro davanti a sé ed ha investito. Ora, con il passare del tempo, questa voglia di progettare è venuta meno. Quest'anno sono convinto che la salvezza ce la giocheremo per 2-3 punti, i numeri non bluffano mai dopo un girone d'andata".
Capitolo tifosi: "I tempi delle mie telecronache erano molto più belli. Nel 1993, dopo Perugia-Palermo, i tifosi aspettavano la squadra all'aeroporto con le bottiglie di champagne, nonostante fosse soltanto una partita di Serie C. O ancora ricordo un Palermo-Andria, non c'era nemmeno un buco allo stadio".
Limiti tattici: "Ballardini non fa grande uso degli esterni, anche se c'è da dire che Morganella non è ancora in condizione. Il Palermo sembra, comunque, debole in ogni ruolo. Ad esempio, c'è bisogno di un attaccante, perché Gilardino è un bravo centravanti ma non ha più le stesse motivazioni di un tempo. E' il classico centravanti e questa può essere un'arma in più in una squadra che attacca, a Palermo invece deve uscire spesso dall'area di rigore per andare a prendere il pallone. Manca un regista, sono improponibili Chochev e Jajalo e non c'è copertura a centrocampo".