Gravina: «Europei 2020? Ecco cosa è giusto fare»
Il 17 marzo si deciderà il destino degli Europei 2020. Con gran parte degli sport fermi in tutta Europa, il destino della competizione che doveva avere inizio il prossimo giugno è ancora incerto.
Il presidente della FIGC Gravina ha parlato proprio di questo ai microfoni di Radio Deejay:
«Ci aspetta un'estate di sport? Mi auguro anche prima. Abbiamo bisogno di un mese e mezzo, due mesi per definire i nostri campionati e lo faremo con la collaborazione di tutte le componenti per poter arrivare alla soluzione migliore. E' un momento difficile ma abbiamo il dovere di assumerci alcune responsabilità nel saper indicare un nuovo giorno, una nuova alba e cercare di alleggerire le amarezze e il dolore che stanno colpendo il mondo intero».
CONSEGUENZE DEL COVID-19 SUL CALCIO
«Il calcio sta dimostrando di essere uno di quei collanti fondamentali, importanti per la tenuta sociale - sottolinea ancora Gravina - Farò delle riflessioni in sede istituzionale per far capire cosa sta subendo il nostro settore, un danno incalcolabile dal punto di vista economico. Voglio evidenziare che dopo questo grande periodo di criticità e dolore, lo sport dovrà rialzarsi, ma farà grande fatica se non ci saranno supporti di ogni genere, non solo economici ma anche di norme, di leggi speciali».
AUGURIO
«Si continua a non capire che esiste un modo diverso per vivere la progettualità nel calcio e funziona se si sta insieme. Ancora oggi ho dei segnali non positivi. Mi auguro che da questo dramma si possa uscire con una progettualità, un approccio e un'umiltà diverse».
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