Alberto Gilardino, intervistato da Raisport, ha parlato delle sue vecchie esperienze legate al "Renzo Barbera": "E' uno stadio che mi porta molta fortuna, fin dagli inizi della mia carriera. Infatti al "Barbera", il 4 settembre 2004, esordì con la maglia della nazionale. Fare l'esordio in azzurro è il sogno di ogni bambino che calcia un pallone ed io ho avuto la fortuna di realizzare sia questo sia di esordire in Serie A. Per me è stato qualcosa di eccezionale, un vero onore. Qualche anno dopo ho segnato nella porta sotto la Curva Sud nel match Italia-Bulgaria. E’ stato un gol importante, in quell'occasione c'era tutta la curva gremita. Il mio gol - afferma il bomber del Palermo - è stato fondamentale e segnarlo davanti al pubblico rosanero è stato ancora più bello per l'entusiasmo di questa gente".
I GIOVANI
"La mia fortuna è stata quella di giocare in gruppi concreti e vincenti sia in nazionale maggiore che in under-21 con la quale ho vinto l'europeo di categoria. Se i giovani calciatori non hanno il giusto entusiasmo - continua il Gila - e la giusta voglia non arrivano da nessuna parte. Queste sono le due caratteristiche che un giovane di oggi deve avere. Quando io avevo venti anni, se non mangiavo l'erba i più esperti si arrabbiavano molto. Adesso forse è un po’ diverso: quando un giovane si inserisce in un gruppo, forse si sente già arrivato, questo non deve mai accadere".
LA NAZIONALE E IL TRIONFO DI BERLINO
"Il sogno nel cassetto è quello di rivestire la maglia azzurra, ma in primis devo tornare il giocatore che sono. So che i tifosi non aspettano altro. Aiutare la mia squadra è la prima cosa che voglio fare, e ritrovare la condizione fisica ottimale è fondamentale. Poi sarà il ct a decidere. Il mondiale del 2006 è stato incredibile. Un'esperienza unica che mi ha fatto vivere grandi emozioni, per tutto il mese passato con quel magnifico gruppo. Ce le porteremo dentro per tutta la vita. E’ un’impresa che si ricorderà tutta l’Italia intera. Non dimenticherò mai l'assist per Del Piero nella semifinale contro la Germania, anche perché c'era un clima incredibile e lo stadio di Dortmund era pieno di tedeschi. Il gruppo ha vinto quel mondiale, non i singoli. Anche se può sembrare banale - conclude Gilardino - è stata la vittoria dell'Italia intera".