Gila mi ricorda Tania e il suo schiaffo
Il possibile arrivo di Gilardino a Palermo mi ricorda Tania. Tania era una delle più belle ragazze della nostra comitiva, e io ero innamorato di lei, come quasi tutti i maschi del gruppo. Mi ero illuso, perché si usciva spesso insieme, anche da soli, nei pomeriggi estivi di un mucchio di anni addietro. Un giorno trovai il coraggio per tentare un approccio, per la prima volta in vita mia. Forse fui impulsivo e pesante, perché Tania reagì con un fallo di mano, ovvero uno schiaffo ben assestato, che fece male alla mia autostima più che alla mia guancia. Da allora ci vedemmo solo un paio di volte l’anno, con lei fidanzata e felice che mi salutava a mala pena, tra i fischi immaginari di un pubblico virtuale. Qualche anno fa, e molti anni dopo da quella mano galeotta, Tania tornò da me, proponendosi per un tardivo accoppiamento di fine carriera. Ecco, a lei, come a Gilardino, nella vita e nello sport, si dovrebbe potere dire di no, senza rancore ma con la memoria degli schiaffi subiti. Però Tania è ancora piacente, e Gilardino segna tanto. E il rancore può attendere.
Redazione