Gerolin: "Schelotto intelligente e di livello, ora serve continuità. Hiljemark? Fiorini non attendibile"

Il direttore sportivo Gerolin è intervenuto in sala stampa alla vigilia del match contro il Milan. Nelle sue parole mercato, campionato e parole al miele per il mister Schelotto

Viglia di campionato in casa rosa, con gli uomini del duo Schelotto-Tedesco in campo per preparare al meglio il turno infrasettimanale che vedrà i siciliani contrapposti al Milan. I rossoneri, rigenerati dalla vittoria dilagante nel derby ai danni dell'Inter, arrivano in Sicilia per fare risultato e continuare la corsa per un posto in Europa, ma i rosa non saranno spettatori non paganti del match. Come accaduto in occasione della gara, poi vittoriosa, dei rosa contro l'Udinese, anche quest'oggi il direttore sportivo Manuel Gerolin è stato il protagonista della consueta conferenza pre-gara. Domande iniziali sul mercato: "E' un mercato che abbiamo iniziato due mesi fa, venti giorni fa avevo detto che vedevamo in base alla classifica. E' logico che se la classifica fosse stata diversa, se fossimo stati molto vicini alla terzultima il mercato sarebbe stato diverso. Abbiamo visto una maturazione dei ragazzi e dei giovani, decidendo di inserirne altri consci che ci sarà crescita nella seconda parte del campionato. Sapevamo ci sarebbe voluto del tempo dato che i ragazzi sono giovani, la situazione in classifica ci fa sperare in un futuro migliore per modificarci per il prossimo anno ed inserire innesti per fare un salto ulteriore. Tra i giovani molti sono i prospetti futuri, come Goldaniga. E' giusto faccia degli errori, è un prospetto importante e dovrà crescere. Sostituto di Lazaar? Non l'abbiamo preso perché cambiando il modulo sappiamo che ci sarà alternanza tra Rispoli e Morganella, potrà anche giocare un giovane importante come Pezzella. Guardiamo bene ciò che c'è in casa prima di acquistare all'estero". MILAN PER LA CONTINUITA' - "Mi aspetto continuità, non significa fare due partite positive, ma oìmolto di più. Al di là del risultato dobbiamo dare continuità di gioco. Il Milan è una grande squadra, non è il Carpi, vengono qui in un momento adatto per i ragazzi per migliorarsi e confermarsi. So che possiamo fare una buona partita e possiamo dimostrare il nostro valore". MERCATO FUTURO - "Sorrentino, Jajalo, Rispoli, Gilardino sono ancora qui, dobbiamo muoverci con gli inserimenti giusti per il prossimo anno, ma quest'anno siamo giusti. Ci siamo tolti dei contratti pesanti che non avevano senso di stare, come Terzi, Bolzoni, Rigoni. Abbiamo una squadra che deve migliorare, il mercato estivo inizia già da oggi. Chi andrà via sarà rimpiazzato. Vedremo di fare innesti giusti, il giocatore non deve essere esperto ma bravo. Il prossimo anno gli errori di quest'anno non ci saranno". MERCATO, FRECCIATA A FIORINI - "Abbiamo difeso i nostri giovani, non c'è stata trattativa per Vazquez, Lazaar, Goldaniga e ance Gila perché non volevamo privarcene. Significa che qualche ragazzo interessante c'è. Fiorini? E' un intermediario non attendibile. Hiljemark non ha fatto ancora nulla, deve dimostrare tanto e abbiamo preso un ragazzo capace". "El Kaoutari? La sua assenza era concordata, speravamo però di non arrivare all'ultimo giorno. Il suo è stato un problema di ambientamento e di religione. In Francia troverà il suo ambiente giusto, per lui e la famiglia. Chi è arrivato comunque è interessante, abbiamo preferito puntare su Balogh, Cristante e Bentivegna". L'ARRIVO DI SCHELOTTO - "Non mi ha sorpreso, ha trovato ambiente sano con gente che ogni giorno lavora per il Palermo, dai ragazzi ai magazzinieri, passando per gli addetti stampa. Lui è una persona di livello, è intelligente. Ha fatto bene come giocatore e da allenatore del Lanus. Mi aspettavo questo approccio. Per il futuro non abbiamo parlato, c'è tempo ancora per lui prima di dover fare il mercato, conosciamo comunque i nostri obiettivi. Regole? Sì ha messo dei dictat, con i risultati il gruppo comunque ti segue di più". "Arteaga? E' un giocatore del Palermo e quindi capitale per la società. Dobbiamo farlo crescere e mandarlo all'Hajduk è stato un bene".

Luca Bucceri