GdS - Palermo, dietro non si passa: difesa record e a ritmo di A

GdS - Palermo, dietro non si passa: difesa record e a ritmo di A

La solidità difensiva, una delle pietre su cui il Palermo di Inzaghi sta fondando la propria ambizione di ottenere il traguardo promozione. 13 reti incassate in 18 giornate, numeri assolutamente in linea con gli ultimi campionati culminati con la promozione in Serie A, resi possibili da un eccellente rendimento individuale (Bani, Joronen e Ceccaroni svettano) ma anche di un'organizzazione tattica precisa e collaudata.

Come sottolinea l'odierna edizione de Il Giornale di Sicilia, il Palermo nell'era City Group non aveva mai fatto registrare una simile inviolabilità, tanto da risaltare come difesa meno battuta della Serie B. Prematuro stabilire se mantenere questa media sarà sufficiente a conquistare la promozione, ma certamente una retroguardia solida rappresenta un validissimo punto di forza.

In quest'ottica, risulta determinante anche il fattore Renzo Barbera, dove i rosanero hanno mantenuto la porta inviolata sette volte su dieci, incassando appena cinque reti. In trasferta il dato è meno brillante, con almeno un gol subito in sette gare su otto, senza però smarrire unione ed equilibrio, anche nei momenti di maggior pressione avversaria.

Come detto, un così significativo apporto del reparto arretrato è stato un'arma vincente anche in precedenti campionati di B che hanno visto il Palermo agguantare la Serie A: nel 2003/04 i rosa subirono 12 gol nelle prime 18 partite, nel 2013/14 furono 15. Anche nelle stagioni precedenti al fallimento,2017/18 e 2018/19,, quando il Palermo stazionava al vertice della classifica, l’avvio fu eccellente dal punto di vista difensivo (14 e 13 reti subite), ma con un vistoso calo nel girone di ritorno.

Dopo aver ritrovato costanza di risultati nell'ultimo mese, Inzaghi si appresta ad affrontare una sfida ancora più insidiosa, e cioè mantenerla nel secodo tratto di stagione, soprattutto in quelle occasioni in cui sarà vitale preservare un risultato favorevole. Il suo Palermo si distingue per l’attenzione costante, la drastica riduzione degli errori in impostazione (limite evidente nelle gestioni precedenti) e la quasi totale scomparsa delle amnesie collettive. Lo scopo non è la perfezione, ma ridurre al minimo il margine d’errore, aspetto decisivo in un campionato estremamente equilibrato.