«Conta saper vincere, Pergolizzi promosso». Fontana a FP.IT
Per fortuna vivo in una zona in cui l’intensità del virus si è sentita con minor forza rispetto alle altre zone del Paese. Qui (Cervia ndr) la situazione è stata, se così si può dire, normale: abbiamo la fortuna di avere delle abitazioni con uno spazio ampio quindi è meno difficile rispetto ai centri abitati delle grandi città.
Parole di Jimmy Fontana che inizia con l’attualità la sua bellissima e ampia chiacchierata ai nostri microfoni. L’ex portiere del Palermo ripercorre insieme a noi la sua carriera con la casacca rosanero, impreziosendo il racconto con aneddoti particolari ma anche con un’approfondita analisi sul nuovo corso della società di Viale del Fante firmato Mirri - Di Piazza.
Non sopporto la presunzione di chi si improvvisa dottore, magistrato o chissà cosa: mi piace la competenza, quindi sono dell’idea che per venirne fuori bisogna seguire i professionisti del settore che studiano e conoscono la materia. La competenza è sempre la migliore cosa in qualsiasi situazione.
Il calcio deve ripartire?
Siamo di fronte a qualcosa di imponderabile, imprevedibile e mai verificatosi: sicuramente non invidio chi dovrà decidere, non è mai facile soprattutto in un Paese come l’Italia in cui c’è sempre pronto qualcuno a criticare. Per quanto riguarda il calcio, sicuramente inizialmente si riprenderà con lo stadio vuoto: se serve questo, pazienza.
Il nuovo Palermo
C’erano tutti i presupposti per fare bene sin da subito: quando riparti con un allenatore importante e una dirigenza che conosce bene il mondo del calcio la strada è quella giusta. Certamente il calcio non è una scienza esatta, per questa ragione la società rosanero è stata brava ad immedesimarsi immediatamente nella categoria. Vincere non è mai facile, niente è scontato e il Palermo poteva soltanto rimetterci visto che chiunque contro i rosanero scendeva in campo per disputare la partita della vita.
Pergolizzi tecnico competente
Per giocare bene bisogna essere in due: se una delle due squadre pensa a difendere chiudendosi in difesa il bel gioco lascia il tempo che trova e anche l’avversario avrà difficoltà ad esprimersi nel migliore dei modi.
Sono un anti moralista del calcio perché avendo vissuto personalmente il campo sono contrario a chi dice che giocare bene è l’unica cosa importante. Può capitare durante un match che non sia giornata e in quell’occasione una grande squadra deve avere il carattere di portare a casa il risultato. Se il calcio è bello ma non porta a casa risultati a me non dice niente, per questo sono anche contrario e prevenuto a molti allenatori anche famosi che professano la teoria del bel gioco. Se l’avversario non ti consente di esprimere un bel gioco devi avere le armi per portare a casa il risultato, quindi chi vince per me ha sempre il massimo rispetto.
Quindi?
Per questi motivi ho massimo rispetto per Pergolizzi e promuovo la sua stagione sulla panchina del Palermo. Non sopporto - soprattutto negli ultimi anni - questi moralisti del calcio che spesso non hanno vissuto uno spogliatoio da calciatore e per questa ragione - senza cattiveria - perdono qualcosa in quanto a esperienza.
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Redazione