Fiorentina, ultima chiamata per l'Europa. Ma Corini vuole stupire
Toscani a caccia di un successo dopo il ko con l'Inter. Per il Genio un esordio tutt'altro che semplice.
Come primo banco di prova non c'è male, caro Eugenio. L'"Artemio Franchi" di Firenze sarà teatro dell'esordio di Corini sulla panchina del Palermo. L'ennesima gara sulla carta impossibile, per una squadra reduce da otto sconfitte consecutive, l'ultima delle quali in Coppa Italia, ai rigori contro lo Spezia, costata la panchina a De Zerbi. Le qualità dei viola non si discutono, anche se quest'anno qualcosa non sta andando per il verso giusto. A dirlo sono i risultati, ma non solo.
Il clima di entusiasmo che aveva contraddistinto buona parte della passata stagione sembra essere svanito improvvisamente, il rapporto tra Paulo Sousa e l'ambiente vira verso la rottura e andare oltre il prossimo 30 giugno sarà veramente complicato. La sensazione è che il club da una parte e il tecnico dall'altra si stiano sopportando prima di dirsi addio al termine di un campionato sin qui deludente. Il nono posto non corrisponde a quelli che erano gli obiettivi fissati in estate dai Della Valle.
Contro il Palermo il tecnico lusitano dovrebbe affidarsi al 4-2-3-1, potendo contare su una rosa sostanzialmente al completo: in porta confermato Tatarusanu. Pacchetto difensivo composto da Tomovic, Salcedo, Astori e Olivera; Olivera e Vecino ad agire da schermo in mezzo, alle spalle del trio di tecnica e fantasia con Tello, Ilicic e Bernardeschi alle spalle della punta Kalinic. Dopo la sconfitta a San Siro con l'Inter, la Fiorentina vuole tornare protagonista. Il confronto coi rosa può essere l'ultima chiamata per l'Europa.
Redazione