Fiore si racconta: «Siamo squadra, andremo in Serie A»

Le parole del nuovo arrivo in casa rosanero.

Fiore si racconta: «Siamo squadra, andremo in Serie A»

Arrivato dal Belgio per aiutare il Palermo nella lenta rincorsa alla Serie A: Corentin Fiore, difensore dai piedi buoni, 23 anni da compiere a marzo, origini calabresi, è il primo calciatore belga della storia rosanero.

Poche le apparizioni, ventidue in totale, nell’ultima stagione con la maglia dello Standard Liegi. Ma Fiore non vuole un ruolo da comparsa nella sua avventura sotto l’ombra di Monte Pellegrino.

 

Intervistato da Salvatore Geraci per il Corriere dello Sport, il belga si racconta: «Il primo a partire in cerca di fortuna fu nonno Luigi, originario di Cosenza, che adoravo. Emigrò a Charleroi con i suoi sei figli. Tutte le domeniche ascoltavo i suoi racconti affascinanti, bagnati di lacrime e fatica. Mi implorava: Ragazzo, non dimenticare quello che ho passato, cercati una vita migliore».

 

In carriera una sola squadra, lo Standard Liegi: «Dopo Forchies, giocai a Charleroi e quando arrivava lo Standard gli allenatori chiedevano a papà: "E Corentin? Quando ce lo dai?". Lo Standard? La mia seconda casa. Come immagino il mio primo gol? Ultimo minuto, su punizione, decisivo. E corsa per tutto il campo».

 

Nel corso dell’intervista, spazio a qualche curiosità personale: «Amo il tennis, l’Nba, Valentino Rossi, la Formula 1. Ho tatuaggi in tutto il corpo, alcuni religiosi. Credo in Dio. Sul braccio sinistro ho inciso le date di nascita più significative e il rosario che il nonno portava al collo e che ho ereditato. Mi piace Celentano – prosegue Fiore. Magari metterò il mister alla prova con una canzone facile: Azzurro».

 

E sulle possibilità di promozione del Palermo in Serie A, Fiore non ha dubbi: «Sì, perché siamo squadra. A parte l'ultimo risultato, ha un cuore vincente, i reparti si aiutano, il contropiede è micidiale. Nestorovski? Non vorrei averlo come avversario. Coronado è stato il primo ad incuriosirmi. Ed io? Sono pronto».

 

Il sogno di Corentin Fiore? «Champions e Coppa del Mondo. Sono superstizioso: negli spogliatoi bacio il rosario del nonno e dopo salgo i gradini col piede sinistro in avanti. Quando perdo mi arrabbio, non ho paura di niente e di nessuno, solo di restare un giorno da solo. Se vedo un brutto voto mi girano, ma prometto di far cambiare idea a chi me l’ha dato. La persona che vorrei conoscere? Buffon. Magari se legge...».