Di Michele: Giovedì mi aspetto un Palermo avvelenato

Di Michele ricorda la sua esperienza con la maglia rosanero e carica gli uomini di De Zerbi in vista dell'Udinese.

Di Michele: Giovedì mi aspetto un Palermo avvelenato

 

In vista della gara di giovedì sera contro l'Udinese, abbiamo contattato David Di Michele, ex attaccante che ha vestito il rosanero per un anno e mezzo dopo essere arrivato proprio dall'Udinese, per fargli qualche domanda sulla partita e sulla sua storia in rosanero.
 

Lei ha giocato con il Palermo per una stagione e mezzo da gennaio 2006 a giugno 2007, nel momento clou della sua maturità calcistica in uno dei periodi migliori della storia rosanero. Che ricordo ha della sua esperienza con la maglia del Palermo e qual è stato il momento che ricorda con maggiore piacere?

 

"Sicuramente è stata un'esperienza positiva aldilà delle dinamiche calcistiche legate ai risultati, che valgono da tutte le parti. E' stato comunque un anno e mezzo importante in cui sono stato benissimo sia a livello sportivo che a livello umano. Di aneddoti più che uno ce ne sono tanti da raccontare e ricordare, ma quel che voglio dire di più è che per me la permanenza a Palermo è stata positiva".

 

Nella stagione 2006/2007 il Palermo con lei ed Amauri in attacco fece un girone d’andata strepitoso in cui si assestò a lungo nella parte alta della classifica, crollando però nel girone di ritorno, complice anche l’infortunio di Amauri.  Aldilà dell’infortunio del brasiliano, che non è qualcosa da poco, cos’è che andò male in quel campionato?

 

"Sicuramente sotto il profilo tecnico l'infortunio di Amauri ci tolse tanto, anche a livello di entusiasmo e mentalità perché Amauri era un trascinatore ed un riferimento la davanti, quando c'era lui avevamo molta più facilità di gioco e di movimento. Purtroppo senza di lui non era facile ripetere ciò che avevamo fatto con lui e il suo sostituto Caracciolo soffrì molto anche il dover essere necessariamente all'altezza di quelle aspettative e di quel livello. Poi ci sono state anche problematiche ambientali, legate alle dinamiche tra società e allenatore, che la squadra a livello incoscio vuoi o non vuoi subisce e che hanno pesato".

 

Lei arriva all’Udinese nel 2001, poi un buon biennio alla Reggina, prima di tornare in bianconero nella stagione 2004/2005 in cui con Spalletti in panchina ha disputato la sua miglior stagione in A in termini di gol fatti, trascinando la squadra alla qualificazione in Champions League. Come fu per lei quell’esperienza e quali sono le differenze tra una piazza come Palermo e una come Udine?

 

"Sicuramente l'esperienza a Udine è stata fondamentale per la mia carriera, sono riuscito a fare grandissime cose, 15 gol in campionato, 6 in Coppa Italia, la nazionale e l'arrivo in Champions che per me è stato significativo. A livello societario posso dire che l'Udinese è stata ed è una società molto organizzata che punta molto sullo scouting, cosa che a Palermo accadeva meno, ma questo anche per un fatto d'esperienza che comunque nulla toglie al lavoro della società rosanero. Per quanto riguarda la piazza, la passione che arriva dal tifoso del Sud è sicuramente diversa rispetto a quella che ti arriva al Nord, io personalmente ho sempre preferito le squadre.del Sud, in cui ho giocato tantissimi anni, anche se a Udine sono stato bene".

 

Passando al presente. Il Palermo del nuovo corso di De Zerbi aveva cominciato bene, ma il modo in cui sono arrivate le recenti sconfitte contro Torino e Roma ha fatto storcere il naso a molti e sollevato parecchi dubbi sul valore della squadra. Qual è il suo parere sullo spessore tecnico della squadra e sul gioco?

 

"Allora sicuramente De Zerbi è un ottimo allenatore che sa far giocare la squadra molto bene, non è certamente facile subentrare in corsa e imporre le sue idee. Lui ha bisogno di tempo per far assimilare alla squadra i suoi schemi e le sue idee. Andare a Palermo per il mister è stato importante, ma fare gioco in Serie A non è mai facile, e, con tutto rispetto per questo Palermo, ha trovato una squadra meno forte rispetto alle altre".

 

Anche l’Udinese ha avuto i suoi problemi. I bianconeri hanno cambiato subito guida tecnica e anche se hanno delle buone individualità, non godono di particolari simpatie del loro ambiente, che non gradisce l’eccessiva esterofilia della gestione Pozzo. Cosa ne pensa lei di questa Udinese?

 

"Una buona squadra che ha giocatori di esperienza rodati in A, che hanno però patito la situazione che c'è stata in questo lasso di tempo. Il cambio d'allenatore a Udine è un fatto molto raro e questo rende l'idea di quanto sia complessa la situazione: si son resi conto che era il momento di cambiare e l'hanno fatto subito perché farlo subito ti agevola per il resto della stagione".

 

Partendo dal presupposto che la seconda punta centrale brevilinea nel calcio odierno è merce sempre più rara, c’è in questo Palermo un giocatore nel quale si rivede?

 

"Nel Palermo non ho visto giocatori che mi assomigliano, ci sono certamente delle individualità importanti come Diamanti, giocatore che può dare davvero tanto alla squadra ma un giocatore che mi somiglia per caratteristiche francamente non l'ho visto". 

 

In chiusura le chiediamo che partita si aspetta giovedì sera ed un pronostico.

 

"Sicuramente mi aspetto un Palermo avvelenato ed aggressivo che vorrà vincere davanti al suo pubblico, ma troverà di fronte una squadra che è sicuramente rinfrancata dalla vittoria di Pescara. Come pronostico diciamo un 1X, il pareggio è il risultato più probabile ma il Palermo può sfruttare il fattore campo".