De Luca è una furia: «Io zitto solo se mi fanno fuori»

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Torna a parlare il sindaco di Messina Cateno De Luca e questa volta lo fa attraverso un intervento durante il TgMed in onda su Trm.

 

Il primo cittadino messinese torna a parlare delle violazioni sui divieti nel proprio territorio e punta il dito sulle istituzioni.

 

Di seguito le sue dichiarazioni:

 

 

 

«Il sistema che è stato messo in piedi non funziona. Siamo stanchi di essere presi in giro dagli errori e orrori di chi sta sopra. Zona rossa a Messina? Non è necessaria. Qui è necessario non morire di cattiva burocrazia. Se metto la Zona Rossa e ci sono i soliti imbecilli a ricoprire i ruoli nell’Asp a continuare a fare danno, le assicuro che non cambia molto».

 

 

PROVVEDIMENTI

«In queste settimane ho suggerito alcuni accorgimenti in tutte le maniere, ma nel momento in cui non siamo stati ascoltati abbiamo fatto uscire la rabbia. D’ora in poi si potrà passare da Messina solo dopo essersi prenotati 48 ore prima. Sul mio territorio le stabilisco io le modalità di transito, dato che le altre autorità, compresa la Regione, se ne sono lavate le mani –da detto De Luca-. L’amministrazione non si fa attraverso i post (social, ndr)».

 

 

DATI REGIONALI

«Con il numero di dati si fa il gioco delle probabilità, perché possiamo avere sia gli str**** qui in Sicilia che non rispettano le regole, sia gli str**** che vengono in Sicilia e non rispettano le regole. Le regole dobbiamo farle rispettare sia a chi si trova in Sicilia che a quelli che vengono da fuori. Dobbiamo attuare un modello che ti consenta realmente di controllare le persone. A partire da mercoledì ogni persona dovrà essere fornita di un nulla osta del sindaco del proprio comune in cui si certifica che starà in auto isolamento –ha dichiarato-. È giusto che ogni sindaco sia a conoscenza di ciò che accade nel proprio territorio, così vedremo chi ha agito concretamente per salvaguardare la salute di tutti i siciliani».,

 

CRITICHE

«I miei avversari politici devono spiegare ai siciliani cosa fanno, dato che continuano a prendere l’indennità ogni mese.  Questi sono i parassiti della società. L’accusa di vilipendio? Quando ti portano all’esasperazione, è normale che non ci sia tono che tenga. Siamo stati abbandonati. Io ci tengo alla salute dei siciliani. L’unico modo che hanno per farmi stare zitto è farmi fuori. Siamo qua, fin quando sarà sindaco di Messina userò i mezzi e le parole che mi costringono ad utilizzare le persone che stanno sopra di me».

 

LAVORO DELLA REGIONE E DI MUSUMECI

«Io le cose che non mi andavano bene le ho scritte. Tanti errori e tante omissioni commesse in Sicilia. A me interessa che la polemica e lo scontro siano risolti. Non è opportuno utilizzare il Coronavirus come mezzo per regolamentare comportamenti politici. Mi scontro con Musumeci e Conte, non c’è una presa di posizione politica».

 

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