«Voglio dare un futuro al Palermo, sempre avuto buone intenzioni»
Parola a Daniela De Angeli. La proprietaria delle azioni del Palermo Calcio è intervenuta alla trasmissione "Trm - Zona Vostra" per parlare della situazione del club di viale del Fante:
ZAMPARINI
«Posto che non devo convicere nessuno, ognuno è libero di pensare ciò che vuole, fossi un tifoso anziché pensare o temere che Zamparini c'entri ancora qualcosa me lo augurerei. Zamparini non ha mai esposto la società al rischio penalizzazione per ritardato pagamento degli stipendi, ancor meno a quello di mancata iscrizione al campionato. Se è intervenuto con il pagamento dell'ultima tranche degli stipendi è perché una eventuale penalizzazione avrebbe compromesso il cammino verso la Serie A.»
DEBITI E CREDITI
«Non ho mai detto che l'evidenza dei crediti si manifesterebbe solo in caso di due diligence. I debiti del Palermo sono 47 milioni, sono esposti in bilancio come sono esposti i crediti, qualunque persona è in grado di leggere un bilancio può individuare sia debiti che crediti. Come mai siamo ricorsi a Damir per la prima tranche di stipendi? L'intervento di Damir era finalizzato all'acquisto della società, tant'è che abbiamo firmato anche un diritto d'opzione. Se non si fosse palesata questa possibilità probabilmente saremmo ricorsi prima all'ingresso di credito Alyssa piuttosto che di crediti commerciali».
FALSO IN BILANCIO
«Apprendo la notizia dai media, alla società ancora non è stato notificato nulla né da parte della Figc né da parte del tribunale, se e quando accadrà cominceremo a preoccuparci. Per il momento penso sia meglio continuare a concentrarci sulla quotidianità e quindi sulla cessione della società piuttosto che su altri ipotetici problemi».
DATE
«Il 15 maggio dovranno essere presentate le liquidazioni iva, per le quietanze di pagamento abbiamo tempo fino al 24 giugno. Entro il 31 maggio produrremo la documentazione relativa all'indice di liquidità e di patrimonializzazione, nel caso di insufficienza di parametri avremo tempo fino al 24 per ripianare l'apparenza finanziatria. Posto che il nostro primo obiettivo è quello della cessione della società e con conseguente immissione di capitali freschi da parte di potenziali acquirenti non c'è al momento l'ipotesi di un'eventuale carenza.
OSTACOLO ALLA VIGILANZA
«Se temo di essere coinvolta nel reato per il quale ci sono già indagati come Zamparini? Nell'eventualità succedesse mi difenderò come si sta difendendo Zamparini, se fossi una persona timorosa non mi sarei addossata la responsabilità del passaggio delle quote. Nuova istanza e processo per ritardato fallimento? Affronteremo un problema per volta. Con la prospettiva di una cessione imminente gli amministratori hanno anche il dovere di tentare il tutto e per tutto per salvare la società, forse anche rischiando qualcosa personalmente».
CESSIONE
«Non è ipotizzabile non passare dalla cessione della società, il Palermo deve essere necessaeriamente venduto perché abbiamo l'assoluta necessità di garantire un futuro a questa società. Io e Rino (Foschi, ndr) siamo dei semplici traghettatori, non siamo imprenditori e non abbiamo la capacità economica per far fronte agli impegni. Quanto vale adesso il Palermo? Io ho acquistato la società a 10 euro con l'accollo dei debiti, e così ho intenzione di venderla. L'affare sta nell'acquistare una società che è quasi un Serie A ad un prezzo relativamente basso, per le potenzialità che ha e può dare Palermo città, Palermo squadra e Palermo società. Pocchissimi sono disposti ad assumersi il rischio della Serie B, è comprensibile che i più vogliono avvicinarsi il più possibile alla data della possibile promozione in serie A.Acquirenti credibili? Ci sono un paio di interlocutori molto seri, di più non posso dire perché ho firmato un patto di riservatezza.».
BUONE INTENZIONI
«Se mi sono pentita di aver preso le quote? Non mi posso pentire perché sono e sono stata animata da buone intenzioni. Nei mesi scorsi abbiamo fatto una riunione con tutte le persone che lavorano qui, ci siamo raccontati la situazione ed abbiamo espresso la propria opinione sulla gestione della compagine inglese. Un paio di miei colleghi, un operaio e un magazziniere, mi hanno detto di essere rincuorati tutte le mattine dal fatto di vedere la mia macchina parcheggiata nel piazzale, questa cosa li faceva sentire al sicuro. La mia decisione ha a che fare con questo, con il tentativo di garantire alle persone che guadagnano meno ma con il loro stipendio mantengono la loro famiglia, di preservare il loro posto di lavoro».
FUTURO
«Dove mi vedo fra sei mesi? Per come sono adesso andrei lontana anni luce da qui, ma solo dopo aver acquisito la certezza di aver venduto la società a mani sicure. Quando? Spero il prima possibile».
Redazione