Damiani, il faro del centrocampo del Palermo

Damiani, il faro del centrocampo del Palermo

 

Quanto è importante per un calciatore, in particolare per un centrocampista, entrare nei meccanismi di una squadra? Tantissimo, a vedere la crescita e le prestazioni recenti di Samuele Damiani.

 

Dopo due primi mesi un po’ in sordina, alla ricerca di uno spazio in campo e di affinare l’intesa con i compagni, il 24enne di Poggibonsi ha ormai preso in mano la squadra. Tutti i palloni passano dai suoi piedi, in più Damiani si limita quasi mai al compitino: se pressato smista in orizzontale al più vicino, ma se libero dalle marcature inventa e cerca la profondità per gli attaccanti. Gioca a testa alta, mette ordine alla manovra e non disdegna il recupero della palla: non è un centrocampista statico, ma sa quando arrestare la corsa per farsi trovare libero al passaggio.

 

La sua migliore prestazione è finora quella di Salò nello 0-3 della semifinale d’andata, dove addetti ai lavori e tifosi rosanero hanno potuto ammirare un centrocampista di altra categoria: non solo l’assist pregiato dello 0-2 per Floriano, ma anche grande densità e sicurezza in mezzo al campo. Damiani forma con De Rose un duo molto interessante: l’ex Reggina ha più esperienza, è un centrocampista più di rottura ed è bravo a far salire la squadra anche con iniziative personali. Ma Damiani sta crescendo particolarmente ed è anche lui un punto di riferimento per la squadra: avere un centrocampo con due interpreti di cui puoi fidarti è di certo una grande risorsa.

 

Spesso ci si racconta che le partite si vincono a centrocampo e Damiani ha dato in questa fase play-off una grande mano. Superfluo aggiungere che un calciatore così, già integrato nei meccanismi di gioco e di qualità, debba costituire il punto fermo per il futuro. Il Palermo sta infatti pensando a riscattare il prestito dall’Empoli, poiché la cifra (non la si conosce con precisione) sembrerebbe alla portata del club.

 

C’è una finale da giocare, Damiani sa cosa deve fare.