Dai 32mila abbonati al deserto
Il 20 aprile 2005 il Palermo giocò per un posto in Champions in uno stadio pieno di soli abbonati. Oggi c'è il nulla.
Il 20 aprile 2005, il Palermo, che dopo 31 anni di assenza cavalcava i campi della Serie A, accolto da una bolgia di tifosi giocava tra le mure del Renzo Barbera un'importante e insidiosa partita contro il Brescia. In campo due squadre con ambizioni diverse: il Palermo sognava di arrivare in zona Champions, il Brescia di evitare la retrocessione. È stata una partita ricca di emozioni ma nonostante il gol di Terlizzi e la doppietta di Toni il Palermo non è riuscito a portare a casa i tre punti. Con il 3-3 finale la delusione per una vittoria buttata al vento si fa sentire, ma nel complesso la stagione è stata positiva e la gioia dei 32.847 rosanero abbonati supera qualsiasi delusione. Dopo ben undici anni, il Palermo scenderà di nuovo in campo il 20 aprile contro l'Atalanta, e anche questa volta lo farà tra le mura amiche. Oggi però, la situazione è totalmente diversa da allora. A lottare per non retrocedere stavolta è proprio il Palermo che non sarà accolto dall'entusiasmo dei suoi tifosi ma dovrà giocare in un desertico Renzo Barbera, chiuso al pubblico. Stavolta la non vittoria non sarà solo una questione di delusione perché in ballo c'è la permanenza in Serie A, stavolta, infatti, anche un punto potrebbe essere fatale per il destino del Palermo, che al momento è penultimo, al diciannovesimo posto, con sei punti in più dal Verona e due in meno dal Frosinone. Undici anni fa la squadra alla corte di Francesco Guidolin otteneva il record del minor numero di sconfitte in un campionato di massima serie, quest'anno invece con ben nove allenatori passati dalla panchina è tra le squadre peggiori del campionato con la rete più perforata della Serie A. Undici anni fa per la prima volta nella sua storia, il Palermo centrava l'obiettivo della qualificazione in Coppa Uefa arrivando al sesto posto con un bottino di 53 punti, quest'anno, invece, centrare la salvezza sarebbe un miracolo.
Redazione