Coronado e la pesante eredità della maglia numero 10

Dopo l'addio di Miccoli si è un po' perso il valore legato a quel numero di maglia

Coronado e la pesante eredità della maglia numero 10

Ce lo ricordiamo ancora tutti, è lì vivida ed indelebile, stampata per sempre nelle nostre menti: l'immagine di capitan Fabrizio Miccoli in lacrime al termine di quel Palermo-Parma, ultima sfida di un campionato che aveva già decretato la sua sentenza. 

 

La conferenza stampa di Bruno Tedino

 

In cuor suo, ogni tifoso rosanero sapeva cosa stavano a significare care quelle lacrime, Miccoli era sì dispiaciuto per la retrocessione, ma dietro quel lungo saluto sotto la Curva c'era altro. Le vicende legate al suo rinnovo di contratto erano ancora un mistero, ma lui aveva già capito che quella lì sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia del Palermo e, da capitano, non poteva che essere affranto nel lasciare la sua squadra così. 

 

Non parleremo di quello che accadde dopo e delle note vicende giudiziarie. L'addio di Miccoli a quei colori lasciava in dote eredità importanti: una fascia da capitano che aveva onorato fino all'ultimo, un carisma da leader, qualità tecniche uniche e, ultima ma non per importanza, la maglia numero 10

 

Quel numero per tutti i bambini che crescono con un pallone tra i piedi simboleggia la perfezione: il 10 è il miglior giocatore della squadra, quello che inventa, quello che segna, quello che tutti sognerebbero di essere. A Palermo quella maglia, negli anni, ha perso il suo valore. L'estate successiva alla partenza di Miccoli, il Palermo si trovava a dover preparare una stagione nel campionato cadetto, un po' come quest'anno, con i rumors che l'accreditavano come favorita e con i tifosi, già allora, spazientiti per la gestione societaria del presidente Zamparini

 

La 10 di Miccoli la prese Davide Di Gennaro (arrivato a Palermo proprio in quella sessione di mercato), che la vinse in occasione di un'asta benefica organizzata tra i calciatori rosanero. Spese ben 1000€, convinto da Barreto, che nel frattempo era diventato il nuovo capitano. Complice una condizione fisica non ottimale e le scelte del tecnico Beppe Iachini, subentrato a Gattuso in corso d'opera, Di Gennaro non riuscì a ritagliarsi lo spazio sperato a Palermo e al termine della stagione andò via. 

 

Con la promozione in Serie A, però, nessuno scelse di prendere la 10, almeno fino all'ultimo giorno di mercato quando il Palermo (in ritardo di qualche minuto) riuscì a perferzionare l'acquisto di Joao Silva. L'attaccante portoghese, che aveva fatto bene nella sua precedente esperienza a Bari, scelse la 10, ma non vide mai il campo. Una sola presenza in quella stagione, non certo il miglior modo per onorare un numero di tale importanza. 

 

Così come Di Gennaro, anche Silva lasciò al termine della sua prima ed unica stagione in rosanero. L'estate successiva arrivò in Sicilia un giovane centrocampista svedese, di cui si diceva un gran bene. Oscar Hiljemark fece subito parlare di sé: atteggiamento spavaldo e grande voglia di mettersi in gioco, al punto da segnare 3 gol nelle prime due gare in cui fu impiegato. La 10 aveva trovato un nuovo padrone e, questa volta, sembrava che fosse capitata finalmente sulle spalle di qualcuno meritevole. L'esperienza in rosanero di Hiljemark durò un anno e mezzo e seguì un'incredibile parabola discendente, che lo ha portato alla cessione al Genoa lo scorso gennaio. 

 

Dopo sei mesi in cui il posto è rimasto vacante e con l'aggravante di un'altra retrocessione, chi oggi ha scelto di ereditare la maglia che fu di Miccoli, ci sembra, almeno dal punto di vista delle qualità tecniche, probabilmente il più adatto: Igor Coronado. Il trequartista brasiliano, che compie oggi 25 anni, per disposizione tattica e per peculiarità di gioco è il 10 per antonomasia. Sicuramente è il calciatore con il bagaglio tecnico maggiore presente in rosa e sembra pronto, dall'alto dei suoi 170cm, a caricarsi sulle spalle il Palermo e condurlo nuovamente in Serie A. Palla al piede ha già dimostrato personalità, chissà che non tiri fuori anche quel carisma necessario per indossare con merito quella maglia e sopportarne il peso

 

La parola spetta al campo, ci si augura, però, che il Palermo abbia finalmente trovato il degno erede di Fabrizio Miccoli.