Coronado e Rispoli illuminano il Palermo. Nestorovski indolente

Il brasiliano prende per mano il Palermo, male il macedone.

Coronado e Rispoli illuminano il Palermo. Nestorovski indolente

Il Palermo pareggia al “Piola” contro il Novara per 2-2 al termine di una gara double-face in cui a un primo tempo di una pochezza imbarazzante è seguita una reazione gagliarda, vanificata al 91’ dal gol di Sciaudone. Un po’ come se alla fine di un pranzo al posto dei dolcini e del caffè, ti offrissero dell’ottimo sedano-rapa con una tisana al rabarbaro.

 

I rosanero sono riusciti nella ripresa a prendere il controllo della partita trascinati da un Coronado (6,5) ispiratissimo e mai banale e da Rispoli (6 +) che ha compensato la marcatura super-soft su Di Mariano in occasione del primo gol novarese, sul quale non è esente da colpe neanche Struna (6 -) autore di una partita nel complesso ordinata ma in quel frangente rimasto folgorato come se fosse apparso San Pietro sulla traversa, con una spinta costante sulla destra che si è tradotta nel primo gol. A completare l’opera ci ha pensato La Gumina (6 +) che dopo un primo tempo in cui non ne ha azzeccata una, si è riscattato trovando un gol che sarebbe potuto essere pesantissimo.

 

A vanificare il tutto ci ha pensato il già citato gol di Sciaudone, le cui responsabilità vanno divise equamente tra Fiordilino (6 -) che ha macchiato una partita sino a quel momento eccellente con un ripiegamento su Moscati energico come uno che ha appena finito di mangiare pesante e Szyminski (5) che dopo aver rischiato più volte di fare la frittata con improvvidi passaggi si è fatto sovrastare dal centrocampista novarese come se questi fosse Hulk fresco di incazzatura, facendo impallinare così un Pomini (6 -) incolpevole nell’occasione ma che poteva tenere meglio la posizione e avere un miglior angolo di parata sul primo gol di Puscas.

 

 

Rispoli: «Dobbiamo stare più attenti nei minuti finali»

 

Pensare che, reti a parte, il Novara era stato veramente poca cosa. Jajalo (6 +) ha potuto liberamente gestire le operazioni senza grandi pressioni finendo col propiziare l’espulsione di Golubovic, Dawodowicz (6) non è mai stato seriamente messo in difficoltà e Gnahorè (5,5) se ci avesse creduto davvero avrebbe potuto incidere di più. Chi invece non ha inciso come avrebbe dovuto è Nestorovski (5 -). Si dice sempre che è troppo isolato, che la squadra non lo cerca e che nessuno lavora per lui, ma le poche volte in cui riceve palla sbaglia cose elementari e in generale da l’impressione di essere emotivamente coinvolto nella gara come un uomo costretto a fare la maratona di Grey’s Anatomy con la sua donna, pena l’arresto.

 

Il contributo dei subentrati Moreo, Murawski e Chochev (s.v) è incisivo come quello di Tensing in Dragon Ball ma per come si era messa la gara e per quello che c’era a disposizione non c’era altro da fare per un Bruno Tedino (6, tecnicamente parlando) rimasto stoicamente in panchina nonostante un malore che se dovesse essere riconducibile (come si è detto) a un corpo contundente lanciato dagli spalti, cambierebbe lo scenario. Aldilà di ciò, non possono comunque non esserci dei rimpianti per una partita che, alla luce del pari del Frosinone, avrebbe significato l’aggancio virtuale alla zona promozione diretta da parte del Palermo (5,5) che a questo giro come Tafazzi si è vergato da solo le gonadi senza però aver nulla da sorridere.