Centro Sportivo in fumo. Grave danno per il Palermo Calcio e per Carini

Oggi si è appreso che il Centro Sportivo di Carini potrebbe non vedere mai la luce. Il balletto pre-elettorale del Comune del paese del palermitano ha fatto sì che la delibera che avrebbe dovuto dare il via libera al progetto, è arrivata in aula e quindi non verrà presa in esame, visto che a Carini domenica e lunedì si voterà per l'elezione del nuovo sindaco e del nuovo Consiglio comunale. Hanno avuto la meglio i lacci e i laccioli, messi in atto da una fazione politica di Carini. Del "Centro sportivo" si sarebbe tornato a parlare intorno a settembre. Troppo tardi per gli intenti di Zamparini. Oltre a fare slittare l'inizio dei lavori di almeno sei mesi, infatti, il ritardo farebbe perdere alla società rosanero il finanziamento del progetto. Questo è un fatto non trascurabile, visto che il Credito Sportivo, che avrebbe finanziato gran parte dell'opera, il cui importo previsto era di quindici milioni di euro, aveva bloccato la somma sino a maggio 2015. Entro quella data sarebbe dovuto arrivare il definitivo via libera da parte del Consiglio comunale di Carini. Così non è stato, con la conseguenza che l'opera è destinata a rimanere un sogno. Le dichiarazioni del sindaco di Carini ci sembrano, tra l'altro, un po' vaghe, in quanto non mettono nel giusto risalto le vere cause politiche  del "disguido" e il danno derivante dalle conseguenze dalla mancata approvazione della delibera, indispensabile per fare partire l'opera. E spiace dire anche che stona un po' l'esortazione di Agrusa rivolta al presidente del Palermo,  ovvero di avere la bontà di aspettare, in quanto, "Lui sa come funziona la burocrazia in Sicilia”. Come ad avallare questo deprecabile andazzo. Da sottolineare che oltre al danno per il Palermo Calcio, c'è un notevole danno per Carini e per tutto il territorio circostante. Ci viene il sospetto che il Gattopardo non abbia mai lasciato la Sicilia e una frase celebre del principe di Salina, sempre d'attualità da queste parti: "Tutto cambia affinché nulla cambi"; il famoso immobilismo atavico. In conclusione ci preme pensare che una risoluzione così infausta non può e non deve non avere dei responsabili e le loro mancanza non possono essere liquidate solo con un generico richiamo al  funzionamento della burocrazia in Sicilia.

Pippo Maniscalco Seguimi su Twitter