Cattani: "Palermo? Quando non arrivano i risultati, subentra la paura. Zahavi e Joao Pedro..."

Luca Cattani, ex direttore sportivo del Palermo, ai microfoni di tmw radio, ha parlato della sua vecchia esperienza in rosanero e del momento attuale del Palermo

Luca Cattani, ex direttore sportivo del Palermo, ai microfoni di tmw radio, ha parlato inizialmente del nuovo ruolo da attaccante che Novellino ha affidato a Vazquez e del suo possibile trasferimento in una gande squadra a fine stagione: "Si parla troppo di falso nueve, ma questo ruolo è determinato in funzione dei giocatori che gli stanno intorno. Il primo ad aver investito questo ruolo è stato Totti, perché aveva giocatori come Taddei e Perrotta che lo mettevano nelle condizioni di esprimersi in quella posizione.  Riguardo Vazquez - continua Cattani - è ovvio che andando a giocare in una squadra più importante è fisiologico fare il salto di qualità, perché ti arrivano più palloni giocabili: il rischio però può essere il contraccolpo psicologico. Però, penso che il "Mudo" abbia doti mentali e tecniche, e quindi, non dovrebbe avere problemi qualora dovesse passare in una squadra più grande". SALVEZZA - "Per l’Hellas Verona, la situazione è difficile ma non compromessa, ci sono poche giornate a disposizione per recuperare terreno. Vero, si può ridurre il discorso a due vittorie…ma sei punti oggi sono tanti. Il Frosinone ha qualcosa in meno rispetto a Carpi e Palermo. Il Carpi ha entusiasmo, il Palermo come valori tecnici invece dovrebbe emergere". IL MOMENTO DEL PALERMO - "Al di là dei tanti cambi ci sono stati tanti infortuni. Goldaniga, per esempio, ha avuto un infortunio quando stava diventando un giocatore chiave. Poi quando non arrivano i risultati subentra la paura e fai fatica a fare punti. L’ideale sarebbe resettare, ripartire. Ma è più facile resettare un pc, piuttosto che una testa di un essere umano…". ZAHAVI - "Zahavi è stato un grande rimpianto. Ha segnato venti gol nelle coppe europee, mi viene da ridere se qualcuno dice che non può giocare in serie A dopo aver segnato nelle competizioni internazionali. Ha avuto poca fortuna, è arrivato al Palermo nel momento sbagliato, ma nelle sue prime apparizioni fece anche bene. Poi gli infortuni lo hanno un po’ condizionato. Ma potrebbe giocare in qualsiasi campionato importante". JOAO PEDRO - "E' arrivato al Palermo troppo giovane, ebbe la sfortuna di esordire in una partita di Europa League dove eravamo in dieci, stavamo perdendo, non toccò un pallone e questa cosa lo penalizzò. Ma ha le carte in regola per riproporre quello che ha fatto quest’anno in B anche in Serie A. In una big? Intanto deve riproporsi in A e prendersi ciò che il destino gli ha tolto quando era troppo giovane, poi potrebbe anche starci". DYBALA - “Ha fatto benissimo in questa stagione, è uno dei protagonisti della grande annata della Juventus. All’inizio c’erano delle perplessità, poi smentite con i fatti dal ragazzo con prestazioni di alto livello. Ma può ancora fare meglio, anzi… può diventare uno dei cinque giocatori migliori al mondo. Cosa mì colpì di lui? La spregiudicatezza a livello mentale. Tecnicamente è cresciuto molto - conclude Cattani -  questo è il suo più grande merito. Non s’è mai accontentato".