Calciomercato, «svincolato» non è (sempre) «brocco»
Diciamolo da subito in tutta franchezza: per molti tifosi e addetti ai lavori il calciomercato è una, se non la parte più bella di una stagione sportiva.
Se da un lato è vero che per gli appassionati il bello del calcio è vedere i propri beniamini correre nel prato del campo da gioco, dall'altro le sessioni di mercato sono fra i periodi più attesi dell'anno per poter dare libero sfogo alla fantasia di poter vedere un determinato giocatore con la propria maglia.
Quest'anno è tutto strano.
L'emergenza Coronavirus non ha soltanto dilatato i tempi di tutto l'anno calcistico, ma ha recato al movimento del pallone danni tanto ingenti da portare numerose compagini a non poter andare avanti. Questo e tanto altro hanno portato, almeno per questa sessione di mercato, a dover riscrivere i connotati di una categoria specifica di calciatori: gli svincolati o giocatori a parametro zero.
Un giocatore svincolato è quello che spiega il nome stesso ovvero un giocatore senza vincoli contrattuali con alcuna squadra. Nel pensiero comune di tanta gente l'idea del parametro zero è invece quella dello scarto che nessuno vuole, qualcuno rimasto senza squadra perché è un "brocco". Niente di più sbagliato.
Certo, se si guarda alla lista svincolati e si vedono giocatori fuori dal giro da parecchi anni e non più di primo pelo magari prima di considerarli ci si pensa su più di una volta, ma specialmente ad inizio sessione di mercato o alla chiusura di stagione gli svincolati sono pura prassi. Spesso un tesserato ha già deciso di voler interrompere il proprio rapporto con una società e chiude il proprio contratto senza rinnovo, mettendosi sul mercato alla ricerca della soluzione migliore, altre volte sono già promessi sposi di altre squadre. In questo calciomercato estivo, caratterizzato dall'emergenza sanitaria, gli svincolati si moltiplicano per via di tante squadre che purtroppo non sono riuscite ad iscriversi, o dei tanti giocatori che hanno deciso, alla prima scadenza contrattuale del 31 giugno, di non fare il prolungamento fino al termine del campionato terminando quindi anzitempo i rapporti con la propria società.
Fare mercato cogliendo anche le occasioni a parametro zero non é sintomo di poca potenza di fuoco.
È come fare shopping. Se ad esempio un negozio fa il fuori tutto ed è costretto a svendere i propri capi di abbigliamento non vuol dire che questi sono logori e puzzano, ma semplicemente che devono svendere a prezzi stracciati anche prodotti di ottima qualità per salvare il salvabile. E in quel negozio ci andremmo tutti a fare spese, senza pensare di essere sciacalli né tantomeno di guardare nei portafogli della gente.
Cambiasso, Figo, Pirlo, Pogba, Lewandowski, Cafu, Klose sono solo alcuni dei nomi di giocatori acquistati a parametro zero che hanno fatto le fortune dei loro nuovi club. Il calciomercato gode anche di questo, di occasioni che possono permettere di poter spendere in maniera oculata il proprio budget senza andare ad intaccare la qualità. Se poi questo budget è in mano ad esperti del settore, che più volte hanno dimostrato di non essere nati ieri, alle volte servirebbe semplicemente avere più fiducia prima di giudicare l'operato di un esperto o lo status di "brocco" di un giocatore.
Redazione