Cagliari, pericoloso in attacco ma ballerino in difesa
I prossimi avversari del Palermo sono la terza peggior difesa del campionato (proprio dopo il Palermo).
Reduce da un buonissimo pareggio per 0-0 contro la Lazio, il Cagliari di Massimo Rastelli arriva alla sfida del “Renzo Barbera” con una situazione di classifica tranquilla e senza grossi patemi d’animo, nonostante sia la terza peggior difesa del campionato con 58 reti subite (media di due gol a partita).
Schierati solitamente con il 4-3-1-2 (con la variante sporadica dell’albero di natale) i rossoblu giocano un calcio didascalico ma a tratti godibile che esalta la prima punta (Borriello, autore di 12 gol in stagione). Lo spazio viene attaccato con gli inserimenti delle mezzeali e i tagli della seconda punta, mentre i terzini allargano il campo, cercando spesso i cross dal fondo.
Oltre che dal già citato Borriello, i pericoli principali possono arrivare dai guizzanti Sau e Farias, ma occhio anche a Isla (che sulla destra ha un accoppiamento favorevole con Aleesami/Pezzella) e Ionita, che in un centrocampo decimato dalle assenze, sarà chiamato a maggiori responsabilità offensive.
Il Cagliari in attacco è dunque una squadra che sa il fatto suo, ma (come già scritto in apertura) in difesa traballa tantissimo. Ciò è dovuto più ad un fatto mentale che non tecnico-tattico: quando l’asticella della tensione cala o più banalmente entrano male in partita (circostanze accadute spesso) i rossoblu cominciano a subire e in maniera abbastanza fantozziana.
Per conquistare l’unico risultato che serve in questa gara decisiva, il Palermo dovrà osare e giocare in maniera speculativa contro un avversario che spesso lo permette, cercando di intasare il più possibile gli spazi in fase difensiva.
Redazione