Buffon torna su Real-Juve. E non chiede scusa
Il portiere campione del Mondo aggiusta il tiro, ma ribadisce: «Rimane il contenuto che riconfermo in pieno».
«Seppur esternandoli in maniera eccessiva, erano pensieri che avevano una logica, che ridirei, magari con un linguaggio più civile. Però rimane il contenuto che riconfermo in pieno».
Gigi Buffon non torna indietro. Dopo le pesanti dichiarazioni nel concitato post partita di Real Madrid-Juventus, il ritorno dei quarti di finale di Champions League che ha visto i blancos qualificarsi all’ultimo minuto, il portiere campione del Mondo ribadisce il pensiero espresso ai microfoni di Juventus Channel e di Mediaset.
Buffon aggiusta il tiro, ma non chiede scusa: «Io non devo rimediare perché sono un essere umano che mette passione, sentimenti, arrabbiature – afferma a Le Iene –. Sono questo, sono Gigi Buffon. Ho esternato pensieri forti, per certi aspetti ineducati, ma non mi trincero dietro a un velo di ipocrisia, butto fuori quello che le viscere mi dicono».
RIDERE PER QUESTA FOTO: SÌ, MA AD UNA CONDIZIONE
«A costo di macchiare la mia immagine».
«Lì per lì tu non puoi chiedere a uno che vive lo sport con la mia pienezza di accettare, essere equilibrato – aggiunge il portiere della Juventus –. Datemi almeno la legittimità di difendere in quel modo esasperato e passionale compagni e tifosi. Anche in modo scomposto e a costo di macchiare la mia immagine. Non doveva fischiare. Uno con più esperienza non lo avrebbe fatto, ergendosi a protagonista. Avrebbe lasciato correre, si sarebbe girato dall’altra parte. Farà una gran carriera, ma era troppo giovane per questa gara: si è trovato in una situazione troppo complessa, ingarbugliata. Non porto rancore, neanche sono arrabbiato, è finito tutto, però è normale che lì per lì uno si senta defraudato».
Nell’intervista a Le Iene – riportata da La Gazzetta dello Sport, andrà in onda su Italia 1 questa sera – anche l’amara considerazione del capitano della Nazionale: «La partita più bella e più emozionante vissuta con la Juve».
E forse anche l’ultima nel palcoscenico europeo.
Redazione