Intervistato in esclusiva dalla redazione di
Rotocalcio.org, l'ex terzino del Palermo da sempre legato ai colori rosanero, ma più in generale, alla città ed al calore dei tifosi,
Federico Balzaretti ha avuto modo di parlare della stagione della squadra siciliana ed in particolar modo della lotta salvezza:
"La situazione è molto complicata e molto avvincente, perché ci sono ancora 180 minuti ed uno scontro diretto ancora da giocare, all'ultima giornata tra Udinese e Carpi; il Palermo ha il compito di fare almeno 4 punti, vincendole entrambe sarebbe salvo, con meno punti sarà difficile nonostante la squadra stia facendo un'ottima rimonta e le ultime due partite hanno dimostrato che il Palermo ha un gruppo che ha trovato la forza di riunirsi nel momento di difficoltà. Ne sono contento per il mister Ballardini, che conosco bene e gli auguro con tutto il cuore di potersi salvare, perché Palermo è una piazza che merita di rimanere in Serie A."
Balzaretti ha detto la sua anche sulle condizioni in cui si preparano alle ultime due sfide le
concorrenti dei rosanero:
"Il Carpi sta facendo un campionato straordinario, che nessuno si aspettava; il Frosinone fino allo scontro diretto col Palermo era in piena corsa per non retrocedere. In questi casi l'entusiasmo e l'aspetto psicologico sono fondamentali, credo che con le vittorie su Napoli e Fiorentina, l'Udinese pensava che fosse chiuso il discorso salvezza, ma lo scontro con il Torino, perso in malo modo, può avere degli strascichi, nonostante ritengo che il margine sulle altre è un vantaggio importante per i friulani. Andando a guardare i valori tecnici, ritengo che il Palermo sia superiore alle altre; ma il Carpi ed il Frosinone sono la dimostrazione che si può sopperire a carenze di natura tecnica con altre componenti, come il carattere ed il fattore nervoso."
Quante e quali sono le
responsabilità del presidente Zamparini in questa annata disastrosa del Palermo?
"Io sono abbastanza contrario agli avvicendamenti in panchina; continuità e progetto sono alla base di una società che funziona bene. Io al presidente lo conosco bene, gli voglio un gran bene e dovrò ringraziarlo sempre per gli anni meravigliosi trascorsi a Palermo. Credo che lui operi sempre, nel bene e nel male, per il bene del Palermo; Zamparini merita rispetto e riconoscenza per quanto fatto, anche se, dal mio punto di vista, fare nove cambi in panchina non porti dei vantaggi; però, ripeto, le sue reazioni quando vede che le cose non vanno bene sono sempre fatte per salvaguardare la squadra. Avere delle persone che affianchino il presidente credo possa aiutare, credo che possa essere una componente importante in una società. Nella fase più importante della stagione, Gennaio-Febbraio-Marzo, la squadra purtroppo è stata destabilizzata ed ha pagato con i risultati negativi."
Sulla
prossima sfida contro la Fiorentina:
"Mi aspetto una Fiorentina che voglia fare bene all'ultima partita in casa; nel girone d'andata ha giocato molto bene, nel corso del campionato le avversarie hanno preso delle contromisure e, nel girone di ritorno, ha reso un po' meno bene, in maniera meno brillante. Ad ogni modo penso che abbia disputato un ottimo campionato e che abbia un'identità ben precisa per merito del suo allenatore. E' una squadra molto brava a cambiare nelle due fasi di transizione. Considero molto importante il fattore motivazionale, ma non credo che i Viola regaleranno nulla; il Palermo dovrà essere bravo a cercare di fare, a livello caratteriale, le stesse prestazioni viste nelle ultime gare, perché è questo che ha fatto la differenza."
Nelle battute finali, Balzaretti,
quasi con la mano sul cuore, ha voluto ricordare la sua esperienza a Palermo:
"Sono stati anni fantastici, credo che l'apice sia stata la finale di Coppa Italia a Roma e, senza dubbio, la partita contro la Samp in cui ci giocammo la qualificazione in Champions. Parliamo di una squadra in cui, al di là dei valori calcistici, si era creato un gran gruppo e la dimostrazione è il fatto che ancora adesso ci si vede e ci si sente ed era questa la vera forza di quel Palermo. Una squadra di livello veramente alto e l'unico grande rammarico è che in quei momenti il presidente non abbia insistito un po' di più. C'era un allenatore come Delio Rossi che era fantastico, un direttore sportivo come Walter Sabatini che era anche lui fantastico ed una squadra di persone di un certo livello; il fatto è che magari il presidente abbia pian pianino lasciato perdere, sarebbe bastato qualcosina in più ed è per questo che c'è rammarico. Io questo discorso lo faccio proprio da un punto di vista imprenditoriale, perché la squadra era composta da elementi con una grande solidità e ci stava che i talenti si vendessero ad alte cifre, ma al tempo stesso si poteva fare in modo di mantenere lo zoccolo duro del gruppo, valorizzando sempre i giovani promettenti; ripeto, in quel periodo eravamo una squadra di alto livello."
Roberto Pedivellano e Manuel Bruno