Ballardini: «Spero di vedere presto una società sana»

Nel 2008 un Palermo stellare vinse contro la grande Roma di Spalletti

Ballardini: «Spero di vedere presto una società sana»

Uno dei protagonisti assoluti della miracolosa salvezza del Palermo nella stagione 2015/2016 è stato certamente Davide Ballardini, alla sua seconda esperienza sulla panchina rosanero dopo la brillante stagione 2008/2009. Il suo rapporto con Zamparini è sempre stato molto controverso, più volte i due si sono lasciati in malo modo, salvo poi ritrovarsi cercando di appianare le proprie divergenze tecniche.
L’ultimo addio si è consumato lo scorso anno, dopo la terza giornata di campionato, il pareggio rimediato in trasferta con l’Inter era stato oggetto di critiche da parte di Zamparini che aveva accusato il tecnico di non avere fatto giocare al meglio una rosa, a suo dire, altamente competitiva. Per Ballardini fu la goccia che fece traboccare il vaso, dopo il  pessimo mercato estivo che lo aveva lasciato scontento. Le dimissioni irrevocabili dell’allenatore spianarono la strada a Roberto De Zerbi, che oltre ad essere il pupillo del consulente Gianni Di Marzio, è entrato nella storia del Palermo calcio e nella storia del campionato di Serie A per aver centrato il record di sconfitte consecutive.

 

Come a voler esorcizzare un passato recente, troppo doloroso per i tifosi, la partita del cuore scelta da Davide Ballardini risale alla sua prima esperienza sulla panchina rosanero. Sono passati solo pochi anni, ma rileggendo la rosa ricordata dal tecnico è inevitabile pensare come la strada percorsa dal Palermo di Zamparini somigli sempre di più alla camminata di un gambero.

 

«La mia partita del cuore – ha ricordato Ballardini -  è Palermo- Roma (13 SET 2008), la prima da allenatore del Palermo. Fui chiamato da Zamparini per sostituire Colantuono, esonerato alla seconda giornata di campionato. Arrivai in città il 4 settembre, l’indomani morì  mia madre, andai quindi al funerale, poi ritornai a Palermo. L’impatto con il gruppo fu molto positivo, come al solito modificai tutto perché i giocatori non avevano mai giocato con 4-3-2-1. Facemmo una grande partita e vincemmo per 3 a 1 contro una grande Roma. Ricordo ancora la formazione che mandai in campo: Amelia – Cassani – Bovo – Carrozzieri – Balzaretti – Nocerino -  Liverani – Bresciano – Simplicio - Cavani e Miccoli, la stessa squadra che era stata eliminata in Coppa Italia dal Ravenna.

Cambiai la disposizione della squadra, con Simplicio a fare il trequartista, un ruolo non aveva mai fatto a Palermo, e come centravanti schierai Cavani che spesso aveva fatto il quinto a destra.
Andammo quasi subito sotto di un gol, ma dopo il pareggio di Miccoli, la squadra cominciò a crescere e a prendere velocità, si fece una grandissima prestazione ed i tifosi  si divertirono moltissimo, di fatto questa gara aprì un nuovo ciclo. A fine partita Zamparini mi chiamò, ma non mi fece i complimenti, mi disse che dovevo ringraziare mia madre che da lassù mi voleva bene.

Il rapporto con la tifoseria è sempre stato ottimo, i palermitani amano molto la squadra e la amano in modo sano, per questo spero di vedere una società sana e una squadra fatta con il buon senso. Mi auguro che il Palermo torni al più presto in serie A».