Amarcord: Guido Magherini in rosanero. Le sue stagioni, con luci ed ombre
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era difficile pensare di raggiungere posizioni di vertice.
Poi una parentesi di due stagioni, una ad Ascoli ed una a Cagliari, e poi il ritorno, a Palermo, nella stagione 1978/79. Anche di questa annata ha ricordi bellissimi, non ultimo la cavalcata in Coppa Italia e la finale a Napoli contro una Juventus con otto nazionali in formazione, persa ai tempi supplementari.
La stagione 1979/80 ha riservato a Magherini note meno liete: lui e la squadra vennero inquisiti per una presunta combine nella partita Taranto-Palermo.
L'accusa sosteneva che c'era un accordo per un pareggio concordato, ma quell'incontro lo vinse il Palermo, 1-2, con il secondo gol segnato proprio su assist di Magherini, che, dopo una discesa spettacolare, passò la palla a Gasperini che segnò a porta vuota. Questo non evitò al calciatore una pesante squalifica di tre anni e sei mesi, che gli stroncò la carriera, e alla squadra 5 punti di penalizzazione.
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Sull'episodio Magherini ha espresso il suo rammarico, accusando la giustizia sportiva di avere creduto ciecamente agli accusatori, che erano due delinquenti, e non a lui e all'evidenza dei fatti.
La vita poi ha riservato a Magherini passaggi ben più tragici, che hanno coinvolto il figlio Riccardo, scomparso recentemente in circostanze ancora fumose. Per chiarire i fatti lui si sta impegnando fino allo spasimo, per giocare e vincere la partita più importante della sua vita. Ma questa è un'altra storia.
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Redazione