Alessandro Rubino: "Lo spogliatoio è spaccato e l'ambiente slegato, tutta colpa di Zamparini. A Empoli farei un 4-4-2"

Alessandro Rubino, ospite della 21esima puntata di Rotocalcio, ha parlato del momento della squadra

Intervenuto negli studi di Rotocalcio, Alessandro Rubino, conduttore di "Palla al centro" e direttore di "Rete Palermo" ha esposto le sue considerazioni sulla situazione del Palermo dopo le 3 sconfitte consecutive che hanno risucchiato i rosanero nel vortice della lotta per non retrocedere con Atalanta, Udinese, Frosinone e Carpi. Come vivono i giocatori il forte assenteismo dei tifosi? " I giocatori quest anno sono per lo più stranieri, quindi slegati dall'ambiente palermitano e dai tifosi. Basti pensare a uno come Hiljemark, a lui cambia poco se i tifosi siano attaccati alla squadra o viceversa. Mi viene da pensare anche a quel Vazquez, qui ormai da tanto tempo, ma già con la testa altrove. Ho citato loro 2, ma avrei potuto tranquillamente fare altri nomi. Mi sono interrogato abbastanza su ciò -afferma Rubino- ma non riesco a trovare una risposta precisa. Sicuramente vi è scollamento tra le due parti, e se devo trovare un artefice di tutto ciò non mi viene un nome diverso da quello del presidente Zamparini. Già, bisogna andare al vertice della piramide per trovare le colpe della situazione attuale, perché a partire dal presidente si è creato un vero e proprio disinnamoramento che ha portato la piazza a manifestare questa consapevolezza con l'indifferenza, con la volontà deliberata di non andare allo stadio per manifestare il proprio dissenso. L'indifferenza, però, nel calcio, come nella vita è la peggior cosa che ci possa essere. Insomma la piazza è stanca di Zamparini ormai da tempo, e ora, forse, anche della squadra." Il Palermo ha un organico superiore rispetto a squadre come Carpi e Frosinone; ciò che manca ai rosa, però, è la grinta: "Giocatori come Sorrentino, Lazaar, Vazquez o Hiljemark sono quelli che hanno già la certezza di non essere più giocatori del Palermo, alcuni hanno già una meta promessa, altri devono ancora trovarla. Io non parlerei, quindi, di attaccamento a un posto che molti sanno non essere più il loro. Il fatto è che mi aspetterei da giocatori stranieri o giocatori a fine carriera come Gilardino se non un attaccamento alla maglia, almeno alla propria carriera. Se proprio vogliono trovare una motivazione - continua il giornalista palermitano - salvare sé stessi potrebbe esserne una, perché se Novellino a nove giornate dalla fine dichiara che questa squadra non è motivata non c'è altra spiegazione: lo spogliatoio è spaccato." Con un occhio al calendario, chi avrà il cammino più semplice? Il Palermo può trarne qualche vantaggio? Frosinone e Carpi sono da considerarsi due pericoli così concreti? "Sono Atalanta e Udinese ad avere il calendario peggiore, perché il borsino del loro andamento è fortemente in picchiata e si trovano nello stato psico-fisico peggiore. Bisogna temere anche Il Carpi, secondo me sta lottando alla grande, dobbiamo tenere in considerazione ogni avversario e ho un brutto presentimento; credo che con tutta questa voglia e tutto questo entusiasmo che le contraddistingue, almeno una tra Frosinone e Carpi possa salvarsi. Il Palermo un vantaggio ce l'ha, quello degli scontri diretti, dove è in vantaggio quasi con tutte le avversarie. In caso di classifica avulsa potrebbe avere un vantaggio, ma ci sono scontri diretti ancora da giocare, come quelli consecutivi con l'Atalanta in casa prima, e il Frosinone in trasferta soli quattro giorni dopo. Inoltre attenzione al Verona, che dopo il pareggio di Firenze è una squadra ancora in vita e probabilmente avrà ancora un suo peso nella lotta, dovendo giocare in casa con il Carpi e avendo l'ultima sfida al "Barbera". Insomma può succedere di tutto, ma il Palermo, così come Atalanta e Udinese, se vuole può salvarsi." Mercato frutto esclusivamente delle scelte del presidente; è una società gestita unicamente da Zamparini? "La società è stata sempre gestita esclusivamente dal presidente. Tolto Foschi e una parentesi Sabatini non abbiamo mai avuto neanche un direttore sportivo, perché gli altri sono stati solamente figure intermedie scavalcate perennemente dal presidente. Quest'anno abbiamo avuto Gerolin, che abbandonerà ufficialmente la squadra a giugno, ma di fatto non è operativo già adesso. La sua figura è servita solo a fare qualche conferenza al posto degli allenatori, quando venivano puntualmente mandati a casa. La gestione del Palermo è stata sempre cervellotica, perché cervellotico è il personaggio Zamparini e di conseguenza anche mercato e squadra hanno finito per risentirne." Chiosa finale dedicata al prossimo avversario del Palermo, l'Empoli: "L'Empoli ha una continuità incredibile. Presidente e direttore sportivo sono gli stessi da parecchi anni, il ds Cossi è un'istituzione da quelle parti. Giampaolo è un allenatore che è tornato ai livelli di qualche anno fa (Siena), quando Zamparini optò per Zenga, dopo aver corteggiato a lungo lo stesso Giampaolo. Volendo l'Empoli lo conosciamo, quindi aldilà del fatto che loro hanno schemi collaudati che noi non abbiamo, Novellino potrebbe preparare una tattica anti-Empoli. Speriamo, però, che il presidente non chiami la sera prima della partita per dire chi debba giocare. Gonzalez è un altro da mettere da parte, forse meglio Cionek, uomo di Novellino e di esperienza per affrontare il marcatore di turno. Rispoli meriterebbe di giocare, ma essendo uomo di Iachini non giocherà più fino a fine stagione. Io farei un 4-4-2 con Pezzella tra i difensori e Lazaar esterno alto, come faceva a Varese in primavera, dove faceva quasi il C. Ronaldo di quella squadra. Stiamo facendo paragoni assurdi, ma seguite la mi idea tattica, in cui Vazquez scalerebbe dietro con movimento ad elastico per gli esterni che si buttano dentro l'area di rigore."