Gianni de Biasi, attuale ct della nazionale albanese ed ex del Torino, parla ai microfoni di torinogranata delle due squadre che si affronteranno questo pomeriggio alle 15:00 allo Stadio Olimpico.
"Il Torino è sicuramente scosso dalla sconfitta in terra veneta e vorrà ricominciare la marcia che lo aveva visto fra i protagonisti della serie A. Dall’altro lato il Palermo, avendo perso nelle due ultime partite, vorrà tornare a vincere come aveva fatto nelle prime due gare di campionato. Entrambe le squadre, tutto sommato, stanno disputando un buon inizio di stagione, molto meglio di tante altre". E aggiunge: "Che partita mi aspetto? Il Palermo è una squadra a cui piace difendersi e attaccare in velocità, caratteristiche abbastanza note e che sono anche quelle del Toro. Magari i granata lavorano più sul possesso della palla e nella gestione della gara e poi sfruttano i grandi giocatori che sono in rosa come Quagliarella, che in questo momento sta andando a mille. Questa è una delle risorse importanti della squadra di Ventura. La partita potrebbe risolversi grazie ad episodi? Dipende, bisognerebbe avere la sfera di cristallo per dirlo. Il Toro per attitudine sa giocare e crea i presupposti per segnare e, se riuscirà a giocare come sa portando avanti il progetto tecnico-tattico di Ventura, ha maggiori possibilità di andare in gol, ma il rovescio della medaglia sono gli avversari. Dipenderà da quale atteggiamento avrà il Palermo sia psichico sia fisico, quindi è difficile pronosticare come si comporteranno le due squadre in campo. Le partite sono strane, basta pensare a quando una squadra va sotto di un gol, può reagire oppure no. Se si scatena una rabbia furiosa gestita in maniera ottimale può portare a ribaltare il risultato, ma se la si gestisce male, in maniera isterica, si finisce per prenderne altri gol. Il calcio è difficile da inquadrare, lo si può fare a gara in corso o alla fine, ma prima è quasi impossibile".