L'ex viola vuole tornare in Italia. Per farlo - dando retta ai "rumors" - sarebbe disposto anche a ridursi l'ingaggio. Anche al Palermo non dispiacerebbe avere un giocatore come lui. Adulto, sì, ma ancora capace di fare la differenza. Un attaccante col fiuto del gol e con un grande bagaglio di esperienza.
E' dello stesso avviso Stefano Sorrentino che, alla fine della gara di Coppa Italia, contro l'Avellino ha detto: "Ve lo vado a prendere direttamente in aeroporto. Un giocatore che sarà avanti con l’età ma che riesce a fare sempre 12 gol. Inutile dire che sarebbe un valore aggiunto".
Alberto Gilardino, 33 anni appena compiuti, l'anno scorso ha provato l'avventura in oriente, precisamente a Canton. Nel Guangzhou, la più importante squadra cinese, l'attaccante italiano ha collezionato 14 presenze e ha segnato 5 gol, vincendo la Chinese Super League 2014. Finito il campionato, a Novembre dell'anno scorso, Gilardino è tornato in prestito alla Fiorentina.
Nel girone di ritorno con la maglia viola ha giocato 14 volte segnando 4 reti. Alla fine del campionato non è stato riscattato dai Della Valle ed è tornato in Cina.
Palermo e Gilardino, un connubio possibile, anche se tra il giocatore e i palermitani non corre buon sangue. I tifosi non hanno ancora dimenticato un suo gol di mano in maglia viola, che costò ai rosa una sconfitta immeritata. Era il 26 ottobre 2008. In quell'occasione il Palermo fu sconfitto per 1 a 3, ma quel gol irregolare cambiò il volto della partita. L'attaccante non ammise il tocco di mano, ma le immagini televisive dissero poi il contrario e Gilardino fu squalificato per due giornate.
Quell'atto poco sportivo gli costò anche parecchi fischi nelle seguenti apparizioni al Renzo Barbera.
Oggi Gilardino è accostato al Palermo; un nome importante, una garanzia. Una firma cancellerebbe, probabilmente, ogni ruggine.
Piccola curiosità: il procuratore del centravanti è Luca Puccinelli, ex giocatore rosa. Dopo le esperienze Viviani e Defrel, della scuderia dell'ex Giampiero Pocetta, c'è poco da sorridere. Ma non è detto che anche stavolta vada male.
Michele Sardo