Zamparini esce allo scoperto: «Ponte parte del nuovo progetto»

Zamparini esce allo scoperto: «Ponte parte del nuovo progetto»

 

Maurizio Zamparini e il Palermo: una lunga storia che, stando alle dichiarazioni del patron, potrebbe presto chiudersi.

In una lunga intervista rilasciata al Giornale di Sicilia l'ex presidente rosanero conferma, per l'ennesima volta, di voler cedere il club e chiudere al più presto, ma con la certezza di lasciare la città e la sua squadra in buone mani. Mani che potrebbero essere quelle di Antonio Ponte per il quale Zamparini, dopo le ultime indiscrezioni, ha dato conferme incoraggianti. 

 

Ecco tutte le dichiarazioni del patron rosanero:

 

«Trenta giorni al massimo, poi conto di uscirne definitivamente. Il Palermo lo devo lasciare in mani buone. Sono attaccato a questa città e a quello che ho fatto in questi anni. Chiaramente quando una società come il Palermo è sul mercato si avvicinano persone che magari non sono positive al cento per cento, ma è tutto in mano ai miei avvocati. Ho sbagliato una volta e non ripeterò l'errore».

 

INVESTIMENTI

«Siamo vicinissimi ad un punto importante  - continua Zamparini - e intendo trovare un nuovo presidente, per una nuova gestione svolta bene. Come facevo io, checché se ne dica. Serve però anche la disponibilità per investimenti che una città come Palermo deve aspettarsi. Stadio e centro sportivo soprattutto. Perché una società che mira all'Europa non può andare avanti senza queste strutture. Questo deve essere l'obiettivo della nuova società».

 

PONTE

«Ponte è uno degli elementi del nuovo progetto, ma ha già un ruolo importante. Si sta rivelando una persona seria, ha voglia di misurarsi con il compito importante che gli spetterà. Ponte sarebbe certamente un presidente di livello, ma aspettiamo. Bisognerà anche vedere le intenzioni dei nuovi investitori». 


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EUROPA

«Palermo ha un bacino mondiale davvero importante, ci sono possibilità di avere un ritorno enorme. I tanti palermitani all'estero possono far sì che il Palermo sia appetito da gente con un certo tipo di finanze. Nel futuro il calcio diventerà sempre più un investimento, lo sta dimostrando la Juventus. Entrare in Europa porta dei fatturati tali da avere un ritorno e per questo credo in strutture come lo stadio e il centro sportivo. Non sono regali, sono investimenti. Palermo ha queste potenzialità e così tornerà anche la gente sul campo, ma non dimentichiamo quando in Europa ci giocavamo e portavamo ottomila spettatori contro lo Schalke. Loro invece ne avevano cinquantamila e per lo Schalke noi eravamo nessuno. Quando abbiamo fatto trentaduemila abbonamenti è perché c'era entusiasmo, spero possa tornare con l'arrivo di nuovi investitori». 

 

INIZIO DI STAGIONE

«Le prime due partite non mi hanno dato impressioni positive, se devo essere sincero. Il Palermo dell'anno scorso aveva più spirito di squadra. C'è da dire che adesso vanno reinseriti i vari Rispoli, Aleesami e Chochev. A Tedino però non mando messaggi. Da quando c'è Foschi nemmeno parlo più con lui. La partita di Foggia è comunque importante. Per il Palermo, non per Tedino. Per vedere che squadra abbiamo.

 

FROSINONE

«Serie A? Sperando che non ce la rubino come l'anno scorso. Tutti hanno visto - conclude il patron -  tranne i giudici. C'è una cricca che li voleva promossi: hanno mandato un arbitro che non doveva arbitrarci, hanno mostrato un comportamento antisportivo durante e alla fine della partita. Questo l'hanno visto in tutto il mondo».