Uno scanzonato Zamparini parla di sesso: da quando giocava al dottore, al Viagra

Il presidente Zamparini ha rilasciata alla Gazzetta dello Sport una lunga intervista, nella quale ha affrontato i temi più disparati, parlandone con franchezza, ed esprimendo i suoi punti di vista con sincerità, raccontando anche gustosi aneddoti. Non si è nascosto dinanzi a tutte domande che gli sono state poste, e quindi di buon grado ha accettato di rispondere anche a domanda  riguardanti un tema che per molti poteva  essere "scottante".cioè come lui ha vissuto il sesso. Ne ha parlato, sorridendo, con leggerezza, partendo da quando era bambino per arrivare ai nostri giorni. «Noi bambini di campagna vivevamo in mezzo ai tori e alle mucche - ha esordito -, dunque a 5 anni ero già dentro un fosso con un’amichetta - si chiamava Ermelinda - a giocare al dottore, finché non ci scoprì un amico più grande con la minaccia di raccontare tutto a mio padre. A 16 anni invece ero a lezione da un’educatrice, aveva dieci anni più di me, mi ha adescato lei e il ricordo della prima volta “vera” è bellissimo: avevo una maestra che mi insegnava tutto, fantastico. Meno male perché poi, per colpa della mia educazione cattolico-cristiana, dai sedici ai vent’anni ero così fesso che con la mia fidanzata facevo di tutto evitando rapporti completi, perché non eravamo sposati: ma quanto sono stato cretino, poi me lo sono detto un sacco di volte. Ora, dopo il secondo matrimonio, sono monogamo, ma è vero che da single mi sono divertito: non mille amanti ma mille amiche - perché le donne sono più fedeli - di cui un centinaio fidanzatine. Con qualche aiutino, certo. Il Viagra l’ho consigliato anche a dei colleghi, tipo Sensi che mi ringraziò molto oppure Cecchi Gori, che una volta andò in crisi perché la pillola gli era caduta sotto il letto, e la trovò la cameriera la mattina dopo: “Dottore, e questa cos’è?”. Gli uomini si vergognano di dirlo perché si sentono sempre machi, ma se funziona, perché no?» Pippo Maniscalco