Un passo avanti: l'arbitro parlerà in tv
La dialettica delle opposizioni nel calcio è diventata ormai, per eccellenza, lo spartito del terzo millennio. Gli interpreti che danno vita alle diverse voci dissonanti, creando una simbiosi tra il calcio e la politica inconsapevolmente, fomentano battaglie mediatiche, entrate a gamba tesa che cancellano l'effigie del perdente, a vantaggio di chi ha abbastanza fiato in corpo per essere il vincente. La goal line technology inaugurata la scorsa estate sui campi di gioco della A, se da un lato ha sedato le polemiche per la convalida di una marcatura, dall'altro non è riuscita a spegnere le tante bocche che, ogni qualvolta, ciarlano dopo le decisioni arbitrali. Ecco perché il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi ha lasciato intendere al Gr Parlamento che dal prossimo anno anche gli arbitri potranno fare la loro comparsa in tv nel post partita.
Le decisioni prese in campo potranno essere così rivendicate anche dietro un microfono, con la possibilità anche di essere argomentate. Sapere come le cose stiano esattamente, in termini di regole, coinvolgerebbe un pubblico più vasto. Le polemiche alle volte hanno il torto di banalizzare le decisioni arbitrali, annullando la stessa figura del giudice di gara.
Redazione