Trajkovski spinge un Palermo forte e fortunato

L'analisi del match contro la Salernitana. Il numero 7 macedone in grande spolvero

Trajkovski spinge un Palermo forte e fortunato

Il Palermo non convince del tutto ma ha la meglio sulla Salernitana e alla fine è questo che conta. Al giro di boa i punti dal terzo posto sono cinque: si può dunque guardare all'anno nuovo con un sorriso, almeno tecnicamente parlando.

 

All'inizio si è visto veramente poco con le due squadre che si son perlopiù studiate attaccando timidamente. A rompere la simmetria ci ha pensato il gol di Chochev, fortunato ma comunque caparbio nell'insaccare il gol più brutto della settimana (forse anche dell'anno) dopo il bellissimo lancio di un Trajkovski ritrovato. A guastare la festa l'infortunio di Rispoli che, a causa della già precaria situazione con i terzini, viene sostituito da un Murawski generoso ma sofferente.

 

Nella ripresa l'espulsione per doppio giallo di Vitale sembrava aver messo in discesa la gara, ma i granata sono riusciti a tenere alta la testa facendo soffrire il Palermo, attaccando soprattutto con Zito dal lato di Murawski: se il colpo di testa di Bocalon sia entrato o meno si potrà dire soltanto dopo un accurato esame alla moviola, ma il successivo palo dello stesso attaccante campano sempre su cross di Zito conferma che la sorte è dalla parte di un Palermo che alla fine passerà all'incasso.

 

Il secondo gol del redivivo Monachello (entrato in vece di un comprensibilmente spento, visto il lungo stop, Nestorovski) spezza definitivamente la resistenza della Salernitana, rimasta addirittura in 9 e definitivamente crollata dopo la bella azione di Jajalo, che si beve Sprocati col tacco prima di battere l'acerbo portiere lituano Adamonis.

 

Una menzione particolare merita la prova di Trajkovski. Il numero 7 è stato autore di due assist di pregevole fattura corredati da tante belle giocate. Dopo mesi di attesa la seconda punta macedone sta finalmente esprimendo il suo bel (specie per la cadetteria) potenziale. Non si può comunque non constatare quanto lui e il connazionale Nestorovski siano (con le dovute proporzioni) come Dybala e Higuain alla Juventus, ovvero un tandem di ottima qualità in cui però un singolo oscura ciclicamente l'altro. 

 

Anche se la prova non è stata propriamente brillante, il Palermo ha portato a casa un risultato d'oro che gli consente di fregiarsi del titolo, platonico ma emotivamente d'impatto, di campione di inverno. Non male per una squadra che, aldilà dell'infelice momento societario, è stata sempre guardata con circospezione.