Tedino e Lupo si presentano: «Palermo occasione unica»
Il nuovo ds ed il nuovo tecnico del Palermo in conferenza per la loro presentazione ufficiale
Dopo le parole rassicuranti di ieri del presidente Baccaglini, a cui hanno fatto eco quelle del Sindaco Leoluca Orlando, sul progetto tecnico e societario che ha in mente la futura proprietà, questa mattina è ufficialmente iniziato il nuovo corso del Palermo che sarà, con la presentazione del nuovo tecnico Bruno Tedino e del direttore sportivo Fabio Lupo.
A prendere la parola per primo è stato proprio il neo dirigente:
"Un grandissimo onore essere in questa veste qui a Palermo, in una Società dal grande blasone. In queste situazioni si rischia di cadere nella retorica, io cercherò di essere pragmatico. L'obiettivo che tutti dobbiamo avere è quello di portare il Palermo in Serie A, non ci sono mezzi termini. Quello che noi possiamo garantire è massimo impegno e professionalità, per me e per il mister è una grande possibilità e ci avviciniamo a questa avventura con umiltà e con consapevolezza del nostro percorso personale, fatto di gavetta e passione per il pallone. Poter fare il nostro lavoro a Palermo è un'occasione unica. Con me arriveranno altri professionisti, mi riferisco a Gianni Francavilla, che ha grandi competenze a livello dirigenziale. Vincenzo Todaro, nuovo team manager, che già da subito mi ha fatto capire che tipo di persona sia, molto professionale. Settore giovanile? Ci stiamo lavorando, ieri ho avuto un confronto sereno con Sandro Porchia, professionista appassionato; mi piacerebbe dare continuinità, visto che lui conosce già l'ambiente ed ha questo background di conoscenze che sono patrimonio importantissimo".
Ringiovanimento:
"Quando si parla di ringiovanimento, si parla di una sfera più ampia. Qui devono arrivare giocatori motivati, che hanno dato tanto e con tanto ancora da dare, con l'obiettivo di abbassare la fascia d'età media. Questo non vuol dire che quelli più grandi siano da scartare; il profilo ideale è quel tipo di giocatore che venendo a Palermo sposi l'idea di un Palermo che faccia parte dei suoi progetti per il presente e del futuro. Questo deve essere l'approccio che deve avere chi viene a Palermo, lo stesso avuto da me e dal mister".
Rispoli, Goldaniga e Nestorovski imprescindibili:
"Per noi sono elementi da cui ripartire e sono incedibili, sono tutti e tre tasselli fondamentali. Posavec? Tutti quelli che hanno giocato qui l'anno scorso meritano una valutazione con riserva, perché tutti hanno avuto difficoltà. Prima di bocciare qualcuno bisogna valutarlo attentamente. Il Palermo merita un pacchetto di portieri che permetta anche eventuali momenti di difficoltà al titolare, Posavec va tutelato perché è un patrimonio del Palermo. Dobbiamo avere una rosa ampia ed affidabile non solo nelle prime scelte".
Ingegneri primo acquisto, arriveranno altri giocatori da Pordenone?
"Nei prossimi giorni approfondirò i contatti con gli agenti dei calciatori che abbiamo già in rosa, perché ritengo che sia giusto che sappiano prima da noi le nostre intenzioni. Una volta valutato quanto abbiamo in casa, andremo ad occuparci di rinforzare questa squadra. Ovviamente in questi giorni si percorrono strade parallele".
Quanto vi sentite all'interno del progetto?
"Siamo consapevoli che su di noi ci sia questo tipo di aspettativa negativa, che ha colpito, prima di noi, anche altri tecnici e direttori venuti a Palermo. Non possiamo permetterci di fare dietrologia, perché per noi è un'occasione unica, dobbiamo vivere il presente e sfruttare questa possibilità. Dovunque sono andato ho sempre progettato e costruito come se la Società in cui lavoravo era quella in cui sarei rimasto per quindici anni, la Società del mio futuro. Abbiamo una strada in salita, ci hanno dato una bicicletta e dobbiamo pedalare forte. L'unità di intenti e il linguaggio comune credo che siano state le motivazioni che hanno portato il Palermo a scegliere me e Tedino".
Ritiro breve:
"Sì la scelta è dovuta anche al fatto che il 6 agosto avremo già qui il primo impegno ufficiale, il motivo è perché così i calciatori avranno modo di acclimatarsi il prima possibile".
La parola poi passa a mister Tedino:
"Palermo è una città meravigliosa, con tifosi ed addetti ai lavori pronti sempre a rimboccarsi le maniche. Vengo dalla strada, questa è una grande occasione e voglio condividerla con tutti: staff, calciatori e tifosi. Siamo molto convinti della nostra passione e siamo convinti che il primo passo tocchi a noi, per cercare di invogliare la piazza. In questa avventura vogliamo far capire che c'è grande compatezza, di modo che questa città sia modello a livello nazionale e non solo. Insieme potremo superare le grandissime difficoltà che comporta un campionato come quello di Serie B, siamo convinti che dobbiamo essere noi a trascinare tutti".
A 52 anni arriva la prima grande opportunità per il mister, ritiene di dover cambiare qualcosa per approcciarsi ad una città come Palermo?
"Ho due passioni nella vita: la mia famiglia ed il calcio. Non ho scheletri nell'armadio e non mi sono mai posto questa domanda. Ho il mio carattere ed il mio spirito di sacrificio e non le baratto con nulla".
A livello societario qualcosa ancora da sistemare, Baccaglini ha parlato di compromessi:
"Ho parlato sia con Zamparini e Baccaglini, posso dire di aver trovato un ambiente molto sereno e compatto. Io non credo al compromesso, la scelta di affidarsi a me ed al direttore ritengo sia stata condivisa. Non penso che le vicende societarie debbano riguardarmi, ma ho trovato un ambiente molto vicino a quelle che sono le sorti del Palermo Calcio. I motivi per cui ci hanno scelto riguardano loro, ma questo è quello che ho toccato con mano".
Il rapporto con Maurizio Zamparini:
"Non ha perso le ambizioni, rispetto a quando l'ho conosciuto a Venezia. Ho visto una persona molto legata a Palermo e molto motivata. Ho visto, però, molto motivato e voglioso anche Baccaglini e, ripeto, ho visto un ottimo rapporto tra i due".
In carriera Tedino ha sempre partecipato alla costruzione della rosa, come una sorta di manager. Qui a Palermo le abitudini sono diverse, Zamparini ha già fatto intendere quali saranno i giocatori:
"Con Fabio (Lupo, ndr.), pur non avendo mai lavorato assieme, ci conosciamo da tanti anni. Ecco perché andiamo molto d'accordo, mi avvicino sempre alle persone con cui ho cose in comune. Per quanto riguarda le formazioni ed il rapporto con Zamparini, non ho trovato una persona energica nel dirmi quello che devo fare; io studio, mi do da fare nel conoscere più giocatori possibili, per fare in modo di migliorarmi e trasferire cose importanti al mio gruppo di lavoro. In questo momento abbiamo bisogno di creare un team forte, al di là del singolo, ci vuole personalità ed attributi. Io credo che noi andiamo alla ricerca di questo, io e Fabio lavoreremo sempre insieme, in coabitazione con la Società. Dobbiamo essere forti come team".
Su Diamanti e Lo Faso:
"Alessandro lo conosco dal 2004. lui è un ex ultras del Prato. Quello che abbiamo pensato è che un campionato di Serie B per lui sia riduttivo e, ad ogni modo, l'idea che abbiamo pensato è quella di ringiovanire la squadra. Non per questo valuto Diamanti come un giocatore scarso, ritengo che abbia ancora delle cartucce da sparare, ma in questo momento abbiamo fatto altre considerazioni. Simone l'ho allenato nell'Under 17, ha una grandissima imprevedibilità, deve imparare solamente a fare un po' più di sostanza, ma resta sempre un giocatore di grandissima prospettiva".
Redazione