Squinzi-Zamparini, lezione di gestione

Il patron del Sassuolo ha lo stesso tecnico da quattro anni e punta quasi esclusivamente su giocatori italiani.

Squinzi-Zamparini, lezione di gestione

Il croato Versaliko in difesa, il ghanese Duncan a centrocampo: dovrebbero essere solo due i giocatori stranieri nello schieramento iniziale del Sassuolo. Una politica che il club neroverde porta avanti con convinzione e profitto, da anni. Il Palermo, invece, vive delle passioni straniere di Zamparini ed è sempre più proiettato verso altri confini. Prima era il Sudamerica, adesso è l'Est europeo, da quando il presidente ha deciso di camminare a braccetto con Lemic e Curkovic e di ascoltare quasi esclusivamente i loro consigli.

Il Sassuolo è tutto il contrario del Palermo. Una cittadina di 40mila abitanti, ha lo stesso tecnico da quasi quattro anni mentre nello stesso periodo Zamparini ne ha cambiati dodici. Non è solo una questione di soldi (Squinzi ha voglia di spendere, è evidente, così come è altrettanto evidente che Zamparini l'ha persa da tempo). La differenza, oltre che nell'organico (lì abbondante, qui poverissimo) e nei risultati, è anche nel modo di fare. Ricordate un'intervista di Squinzi? Un proclama? Una promessa? Io no. Dal 29 maggio 2011 di Zamparini ricordiamo un milione di interviste, un miliardo di annunci e poco altro tranne le scoperte del nuovo Batistuta, del nuovo Ibra, del nuovo Cassano, la costruzione di uno stadio e di un centro sportivo. Già, a pensarci bene non è poco... (e comunque tutto ciò lascia aperta la porta ad una nostra vittoria).