Risultato importante, il Palermo è vivo
Una vittoria che scaccia via il momento negativo e che rilancia i rosa in ottica promozione diretta
Dopo quattro giornate il Palermo torna a conquistare i tre punti battendo con un netto 4-1 l’Ascoli in una partita la cui vigilia è stata animata dai (più che) rumors sul futuro di Lupo (Valoti è il nuovo direttore sportivo) e da altre voci che avrebbero potuto scombussolare ulteriormente un ambiente già in subbuglio: per fortuna il campo ha raccontato una realtà diversa, pur permanendo comunque una qual certa incertezza di fondo.
Tedino: «Sono vittorie che sogni, ma da domani si pensa al Parma»
Sul campo c’erano due squadre dallo spessore diverso ma accomunate da un grande senso d’urgenza: questo ha fatto sì che la partita fosse sin da subito ad alto ritmo e, di riflesso poco ragionata. Il Palermo (schierato con il 3-5-2 da Tedino che ha lanciato La Gumina dall’inizio e confermato Szyminski a sinistra) ha provato a prendere in mano il pallino delle operazioni contro un Ascoli che pur soffrendo a sinistra (non a caso Cosmi ha tolto subito dal campo Martinho per inserire Mignanelli) ha difeso comunque a muso duro. Come diretta conseguenza di ciò i rosanero hanno cercato spesso tentativi dalla distanza sui quali ha fatto buona guardia un Lanni che al 23’ è stato prodigioso sulla torsione aerea di Nestorovski.
L’affondo vincente del primo tempo lo trova abbastanza a sorpresa l’Ascoli allo scadere del primo tempo con Bianchi che, dopo aver confezionato la prima occasione degli ospiti con un tiro in corsa bloccato da Pomini, ha centrato al 42’ il bersaglio grosso dimostrandosi più lesto di una retroguardia rosanero sopita, nell’insaccare in spaccata il tiro-cross di Clemenza. Il gol dei bianconeri in chiusura di tempo in teoria era quanto di più nefasto potesse accadere: in pratica ha riacceso un Palermo che forse ha preso consapevolezza di aver toccato il fondo.
Il Palermo vince e approfitta dei pareggi di Empoli e Frosinone
Nella ripresa la reazione rosanero è stata immediata, tumultuosa e prepotente. A pochi secondi dal via Rispoli si è avventato con la “cazzimma” tipica della sua regione natia sul pallone smorzato da Gigliotti dopo un tiro di Dawidowicz insaccandolo in rete con Coronado che un minuto e mezzo dopo è passato dallo sci alpino all’impressionismo slalomeggiando su Mogos, Padella e De Santis prima di insaccare con una pennellata a giro: la partita è rimontata.
Al 55’ è ancora Rispoli che con uno stop e tiro di sinistro sugli sviluppi di un corner segna il terzo gol rosanero, che fa uscire definitivamente un Ascoli più suonato di Apollo Creed dopo Rocky II dalla partita, il cui epilogo arriva all’84’ quando Nestorovski scarica su una punizione guadagnata dall’ispiratissimo Coronado, la rabbia del momento difficile e un messaggio diretto all’incrocio dei pali per il malcapitato Lanni: “Va pigghiala”. I contemporanei pareggi dell’Empoli e soprattutto del Frosinone rendono completa una festa smorzata solamente dalla grande paura per la brutta caduta di Rajkovic, che ha fatto temere l’ennesimo infortunio grave per il centrale serbo.
A dispetto delle premesse e dell’evoluzione della gara, la sfida contro l’Ascoli ha portato una vittoria pesantissima, riconsegnando ai rosanero almeno una parte di quelle certezze tecniche che sembravano essere svanite nel nulla in queste ultime uscite. Per quanto i bianconeri non siano penultimi in classifica a caso, si tratta comunque di un risultato importante che conferma la vitalità di un progetto tecnico forse considerato troppo prematuramente esaurito da chi di dovere e che deve assolutamente rappresentare l’inizio della rincorsa per la promozione diretta.
Redazione