Repubblica: Palermo, flop Di Francesco. Tante promesse non mantenute

Repubblica: Palermo, flop Di Francesco. Tante promesse non mantenute

L’avventura di Federico Di Francesco al Palermo si conclude con l’amaro sapore di un’occasione mancata. Arrivato in Sicilia con l’etichetta di giocatore da Serie A, chiamato a innalzare il livello della squadra, ha finito per lasciare dietro di sé solo promesse non mantenute e aspettative disattese. La sua esperienza in rosanero, segnata da lampi iniziali e poi da un lento declino, si chiude con la cessione al Catanzaro. Una scelta ragionata, con Inzaghi che ne aveva intravisto qualità e versatilità, ma che, davanti a un reparto offensivo già saturo, non ha potuto garantirgli lo spazio necessario.

Eppure, l’inizio lasciava ben sperare. Reduce dal gol decisivo contro la Lazio all’esordio stagionale in Serie A, Di Francesco aveva sposato con entusiasmo il progetto del Palermo, trasferendosi dal Lecce il 31 agosto e firmando un contratto triennale fino al 2026. Bastarono pochi giorni per vederlo in campo con la nuova maglia: il 2 settembre, contro la Feralpisalò, segnò sotto un “Barbera” entusiasta, a tredici giorni dall’ultimo gol in A. Un primato curioso: nessuno prima di lui aveva realizzato una rete così rapidamente sia in massima serie sia in cadetteria nella stessa stagione.

Da quel momento, però, il rendimento iniziò a calare. Un infortunio muscolare lo tenne fuori per diverse settimane e al rientro non riuscì più a trovare continuità. La sua prima stagione in rosanero si chiuse con cinque reti e due assist, numeri troppo bassi per chi era stato presentato come uomo in grado di fare la differenza. Nel frattempo, il suo ruolo cambiava: da esterno nel tridente di Corini a mezzala con Mignani, senza mai riuscire a imporsi con costanza.

L’annata successiva si rivelò ancora più complessa. Dionisi lo collocò come quinto di centrocampo nel suo 3-5-2, soluzione che non favorì le caratteristiche del giocatore. Solo un gol e sei assist, insufficienti a invertire la rotta di un campionato sottotono. Nelle ultime otto giornate Di Francesco accumulò appena 140 minuti, frenato anche da una lesione al bicipite femorale che lo costrinse a un altro stop.

Con l’arrivo di Inzaghi si aprì uno spiraglio: il tecnico lo portò con sé in ritiro, provando a valorizzarne la duttilità. Ma il minutaggio promesso non era sufficiente per rilanciare un giocatore che desiderava un ruolo centrale. La separazione, quindi, è diventata inevitabile. Palermo ora guarda al mercato per rinforzare soprattutto la difesa, mentre Di Francesco riparte da Catanzaro con la speranza di ritrovare quella consacrazione che in Sicilia non è mai arrivata.