Radiografia di due pericolanti
Confronto tra pregi e punti di forza di Palermo e Frosinone. Cosa dobbiamo temere, cosa può farci coraggio.
Sarà testa a testa, fino alla fine. Questo è lo scenario che si va delineando. Nel western della lotta per non retrocedere, ecco Palermo e Frosinone al duello finale. Un appuntamento va incastonato come altamente prioritario nell’agenda del campionato: 24 aprile, scontro diretto in terra ciociara. Abbiamo provato a stilare cinque vantaggi e altrettanti svantaggi nei confronti del diretto avversario per la salvezza.
PERCHE’ TEMERE IL FROSINONE.
Ha una chiara idea di calcio. Poco tecnico e tutto corsa e grinta. La tenacia di una squadra solida, del resto, è unico modo per sopperire alle notevoli differenze di qualità con le altre formazioni di serie A.
Il fattore Stellone. Allenatore che ha costruito un miracolo. Dalla Lega Pro alla serie A in tre anni, roba da Football Manager. Amico fraterno ma allo stesso tempo comandante inflessibile dei propri giocatori. Il futuro, 38 anni, è tutto dalla sua parte.
Il fortino del “Matusa”. Lo stadio di casa, per il Frosinone, è un fortino difficile da espugnare: negli ultimi 3 mesi e mezzo, solo Juventus, Napoli e Milan hanno portato via i tre punti. Tra le mura amiche, per i giallazzurri 21 dei 26 punti complessivamente raccolti.
La serenità ambientale. Per i tifosi e i dirigenti del Frosinone, è stato già un successo esserci. Nella prima storica avventura in serie A, mai una polemica, mai una contestazione, mai un cambio di allenatore. Tutti remano dalla stessa parte.
Non ha nulla da perdere. Il miracolo, è stato già fatto. Quindi i ragazzi di Frosinone giocano con mente sgombra e gambe leggere.
PERCHE’ NON TEMERE IL FROSINONE (E AVERE FIDUCIA NEL PALERMO):
Gap tecnico. Il calcio è scienza tutt’altro che esatta ma spesso, il più forte, in qualche modo, riesce sempre a cavarsela. E i valori tecnici sono tutti dalla parte dei rosanero, in confronto al Frosinone.
Vazquez. Il Palermo possiede uno dei pochi giocatori in Italia in grado di fare da solo la differenza: il “Mudo” può essere la delizia del tifo rosanero, può trascinare i compagni e colpire in ogni momento le difese avversarie.
Aritmetica e possibile calo fisico. La classifica dice +1 per il Palermo: chi deve rincorrere, al momento, è il Frosinone. E le rincorse (che per i laziali sono cominciate già in avvio di campionato) richiedono un notevole dispendio energetico: la benzina, insomma, può finire prima per i ciociari.
Palermo, peggio di così non si può. Per il Palermo il conforto di esser consapevole delle proprie difficoltà: ha solo da migliorare, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. Peggio di così è, francamente, difficile.
Esperienza. Sorrentino, Maresca, Gilardino: migliaia di partite fra i professionisti. Per venir fuori dal pantano della zona retrocessione serve esperienza, abitudine a lottare, capacità differenti di “lettura” di una partita e dei suoi momenti. Lo zoccolo duro d’esperienza dei rosanero sarà fondamentale e non ha eguali nella squadra di Stellone.
Gilardino in gol al Barbera contro il Frosinone (foto di Pasquale Ponente).
Redazione