Qui Sassuolo: in abito da Serie A
Competitività, imprevedibilità, verdetti tesi all'estremo. La Serie B racchiude generalmente tutte queste componenti, che la rendono una competizione parecchio affascinante, visto il clima di incertezza che almeno fino alle battute finali caratterizza le varie zone di classifica. Talvolta capita però che un piazzamento in classifica venga prenotato in largo anticipo, quando a partecipare vi è una squadra che fa impallidire qualsiasi parametro medio della categoria, che per valore dei suoi componenti risulta quasi estranea al contesto. Il Sassuolo ha affrontato lo scorso anno la prima retrocessione in Serie B dopo oltre 10 stagioni in massima serie, un tonfo di difficile comprensione dando uno sguardo alla rosa dei neroverdi; ma il calcio non sempre risponde a una logica inquadrabile, per questo Berardi, Laurientè, Thorstvedt si sono ritrovati improvvisamente a competere in un campionato che non appartiene loro, ma che sono in procinto di abbandonare dopo averci banchettato voracemente. La formazione emiliana potrebbe anche festeggiare la promozione aritmetica già al termine della giornata di oggi, in caso di trionfo al Barbera e di uno stop dello Spezia nel derby ligure contro la Sampdoria.
Qualche settimana di adattamento a inizio stagione, il tempo di prendere le misure e di recuperare la disponibilità di Mimmo Berardi, e Fabio Grosso ha visto la sua corazzata iniziare a macinare punti e gol. Tanti, tantissimi gol, ben 67 complessivi, di cui 41 al Mapei Stadium, con svariate marcature multiple (5-1 a Sampdoria e Reggiana, 4-0 alla Salernitana, 2-5 a Brescia).
Un ritmo incessante, irresistibile, che ha permesso ai neroverdi di scalare rapidamente la classifica e di raggiungere la vetta alla quattordicesima giornata, senza più concedere alle avversarie anche solo l'ambizione di poterci competere. Doveroso precisarlo, ogni tanto il Sassuolo, nella singola partita, tende a concedere l'iniziativa ai suoi avversari, e quando ha incontrato compagini ben strutturate ha permesso loro di piluccare qualche punto. Prendendo ad esempio le uniche 3 sconfitte patite dalla capolista fino a questo punto, non sembra essere una coincidenza che ad abbattere i neroverdi siano state Cremonese, Pisa e Spezia, tutte posizionate entro il quarto posto.
Qualche dubbio di formazione per Fabio Grosso, che non potrà contare sugli infortunati. Il 4-2-3-1 è andato per la maggiore ultimamente, ma non si esclude che si faccia ricorso al 4-3-3.
L'11 iniziale dovrebbe prevedere Moldovan tra i pali, Romagna e Lovato (favoriti su Muharemovic e Odenthal) a comporre il duo di centrali, con Toljan e Doig a sgroppare sulle corsie laterali; in mezzo al campo Ghion e Boloca formeranno la linea mediana, con Volpato più avanzata ad agire dietro la punta, Mulattieri. Immancabili sugli esterni i due fuoriclasse del campionato, Laurientè e Berardi, che in due hanno contribuito a ben 35 marcature della squadra, tra gol e assist.
Andrea Bosco