Paul Baccaglini: «Vengo con entusiasmo, stadio prima cosa»

Le prime parole ufficiali del nuovo presidente del Palermo in conferenza stampa

Paul Baccaglini: «Vengo con entusiasmo, stadio prima cosa»

Il Palermo ha un nuovo presidente, Paul Baccaglini. L'imprenditore italo-americano si presenta in una sala stampa dello stadio "Renzo Barbera" gremita di giornalisti. Ad iniziare la conferenza è stato l'ormai ex presidente Zamaprini: «In questi giorni ho riflettuto molto, sono contento, devo dire grazie ai tifosi del Palermo. Sono felice di lasciare la squadra in buone mani. La mia storia la conoscete - prosegue Zamparini - ho conosciuto Paul durante la trattativa con Cascio, poi con Frank non se ne fece nulla. Ma Paul si è messo a disposzione e siamo arrivati alla conclusione per l'interesse del suo fondo e dell'interesse per il Palermo Calcio, lui è un grande appassionato di sport. Oggi ho 76 anni e affrontare certe situazioni può essere condizionato dalla stanchezza. Chi mi insulta vuol dire che non mi conosce, non ho mai detto bugie. Oggi vi saluto e vi presento Paul, che ha la forza finanziaria per affrontare dei campionati importanti e creare posti di lavoro. Grazie a tutti voi, nel consiglio d'amministrazione rimango ancora io e quando ci sarà il closing le decisioni le prenderà lui».

 

Baccaglini: «Grazie al Presidente Zamparini per le belle parole. L'aspetto principale che voglio affrontare riguarda proprio la gente di Palermo. L'operazione è stata conclusa dopo vari mesi, non in due settimane. E' un'operazione complessa che si articola in più funzioni, dai posti di lavoro alle strutture. Facevo parte di un fondo nel quale Frank Cascio era l'immagine, poi quando questa operazione non ha funzionato erano questi progetti ad avermi affascinato e portarmi a parlare con Zamparini. C'è stato un duro lavoro che oggi sembra niente e questo mi rammarica. Arrivo a Palermo con un entusiasmo fortissimo, ho avuto un assaggio dell'ambiente e i tifosi sono fantastici. Spero si possa chiarire una cosa: Zamparini è l'unico italiano ad aver creduto su un giovane, aver messo nelle mani tutto il suo gruppo in un gruppo dove c'è energia, dove magari in altri gruppi non c'è che si è legati a una classe dirigenziale».

 

Una chiarezza sul fondo di provenienza: «Una delle doti di un fondo serio è di restare defilati e non rintracciabili facilmente, l'anonimato è una garanzia per i nostri clienti. L'importante è che siano i progetti. Comincerò da subito per il progetto dello stadio e del centro sportivo. Voglio affrontare progetti anche per una solidità della squadra, tutti voi potrete valutare la concretezza dell'operato e non su google. La due diligence l'ha fatta Zamparini e vista la credibilità che ha come imprenditore credo che potreste fidarvi del suo giudizio. I dettagli degli affari sono confidenziali e fanno parte dell'accorto. Il Palermo è inserito all'interno di una progettualità più grande e parlare di cifre non fa parte di questa riunione. Il problema di parlare di cifre è che porta ad aspettative, il tempo lo dimestrerà. Lo stadio e il centro sportivo sono la chiave di questo progetto, se pensate alla visibilità che questo progetto possa dare a una città come Palermo. Per quanto riguarda la squadra non voglio dire cifre, vogliamo massimizzare un'opportunità senza sperperare. Qui si vuiole portare una mentalità americana di gestione di una società. Inotre, la squadra ha già molti elementi su cui ripartire, poi in estate si andrà a rinforzare. L'importante che sia una squadra vincente e non avere nomi eclatanti e dimostrare quanto grosso sia il portafoglio».

 

Sulla squadra: «Saremo questi fino alla fine della stagione, non ci saranno cambi di allenatore. Abbiamo anche un calendario fattibile. L'importante è che si abbia una mentalità vincente. Poi noi abbiamo sia un piano se dovessimo restare in A, ma abbiamo anche un piano b se dovessimo retrocedere. Crediamoci. Abbiamo il destino nelle nostre mani: volere è potere, io ho avuto sempre il destino nelle mie mani e a 33 anni sono il presidente del Palermo Calcio. Io sarò presente, sarà tutta la settimana in città. Quando la squadra andrà in trasferta andrò con loro, in prima persona voglio essere presente e metterci la faccia. La struttura amministrativa è già solida, poi a fine stagione ci concentreremo a ottimizzare la gestione del Palermo attraverso una gestione anglosassone. Durante la finestra del mercato invernale non avevamo ancora trovato un accordo ed era fondamentalmente impossibile investire su un progetto che ancora non era nostro. Il presidente Zamparini ha gestito la campagna invernale come meglio poteva. Il progetto Palermo va al di là della permanenza in Serie A, noi vogliamo restare in A ma la Serie B non distrugge il progetto».

 

Sullo stadio: «I progetti esistenti sono bellissimi, quindi sia lo stadio al posto del Velodromo che il centro sportivo a Carini. Se è successo a Torino perché non qui a Palermo che ci sono tifosi appassionati che hanno sempre energia. Questa è la città migliore per cui fare determinati progetti. A Palermo dobbiamo riapplicare modelli vincenti, non ci si inventa nulla. Per esempio i social possono essere sfruttati meglio, o basti pensare a quanti siciliani si trovano in America e in Germania. L'obiettivo è anche di ampliare il marchio del Palermo e fare marketing e bisogna sfruttarlo, il Palermo Calcio fa parte del made in Italy. Qui se si investe bene può nascere un tesoro incredibile, qui c'è molto più margine di crescita. Mi auguro che il Palermo possa diventare un esempio da seguire. Il mio passato? Lo porto con orgoglio come uno dei miei tatuaggi, a 20 anni avevo voglia di mettermi a petto nudo e farmi fotografare, l'importante è vivere ogni esperienza a pieno. Chiedo solo di avere un'opportunità e non di spezzarmi subito, mi auguro che col tempo questa cosa sia una figata».