Palermo, una vittoria che profuma di record infranti e grandi ambizioni
Successo roboante per i rosanero, che al Barbera hanno calato il tris ai danni del Sudtirol
Il Palermo, dopo il pareggio di venerdì sera del Frosinone, era chiamato a una vittoria quasi d’obbligo contro il Südtirol per dare un segnale chiaro e forte al campionato: i rosanero non hanno tradito le aspettative.
Contro una squadra imbattuta da sette gare, Bani e compagni si sono dimostrati caparbi e camaleontici nell’adattarsi al piano gara, sporco e fisico, della squadra avversaria, sapendo colpire quando se n’è presentata l’occasione e aspettare quando ce n’è stato bisogno.
Un successo che, in primis, profuma soprattutto di record e di statistiche importanti: otto vittorie consecutive al Renzo Barbera, nuovo primato, di cui sette con la porta inviolata; quattordicesimo risultato utile consecutivo a partire dalla trasferta di Chiavari; e, dulcis in fundo, la quinta partita di fila con almeno tre gol segnati (eguagliato un record che resiste dal 1948).
Oltre al doveroso richiamo ai numeri, il Palermo ha mostrato ancora una volta di essere una squadra solida, pronta a competere con Monza, Frosinone e Venezia per la promozione diretta in Serie A. Un testa a testa tra quattro squadre che, con ogni probabilità, verrà deciso dagli scontri diretti, a partire proprio da Monza-Palermo del 14 marzo.
Gli uomini di mister Inzaghi confermano di avere grandi ambizioni e nessuna intenzione di fermarsi, nonostante gli ostacoli e le squadre che incontreranno sul proprio cammino. A partire da Jesse Joronen, che ha mantenuto la porta inviolata nel 50% delle partite disputate; passando per Ceccaroni, alla terza rete consecutiva contro il Südtirol; per un Ranocchia sempre più decisivo e pienamente inserito nel progetto Palermo; fino alla prestazione da tuttofare di Palumbo e al diciassettesimo centro in campionato di Joel Pohjanpalo.
Una nota di merito, doverosa, per Jeremy Le Douaron: il francese è stato a lungo elogiato da mister Inzaghi nella conferenza stampa prepartita e la sua titolarità al Barbera non è stata certo casuale, ma un chiaro messaggio a continuare su una strada che sta portando l’ex Brest a diventare una risorsa preziosa per questo organico. Il gol siglato non è soltanto sintomo di grande fiducia e sicurezza nei propri mezzi, ma anche una risposta all’appello del tecnico piacentino di essere più presente in fase realizzativa. L’esultanza successiva, con mister Inzaghi che si carica sulle spalle proprio Le Douaron, è l’istantanea di un gruppo coeso, compatto e devoto al proprio condottiero, che sta cercando di regalare a una grande piazza un sogno che manca da troppo tempo: la Serie A.
Emanuele Scarpinato